LIVORNO – Non è solo una questione di decoro urbano, ma di vera e propria sopravvivenza economica. Durante l’ultima sesta Commissione consiliare, Confcommercio Livorno ha tracciato una linea netta sul futuro della gestione rifiuti in città, chiedendo una riforma strutturale del Regolamento Comunale che tenga conto delle reali necessità del tessuto produttivo labronico.
L’obiettivo dell’associazione di categoria è quello di superare le attuali inefficienze attraverso un modello più equo e trasparente. Uno dei nodi principali emersi durante l’audizione riguarda l’attuale sovrapposizione tra le esigenze dei cittadini e quelle delle attività produttive. Secondo quanto evidenziato da Giovarruscio, rappresentante di Confcommercio, le necessità di un negozio o di un locale pubblico non possono essere equiparate a quelle di una famiglia: da qui la richiesta di una separazione netta tra utenze domestiche e non domestiche, con servizi personalizzati che semplifichino il conferimento quotidiano.
Oltre alla logistica del servizio, a preoccupare seriamente l’associazione è l’aspetto economico. Confcommercio sostiene con forza il principio del “chi più inquina, più paga”, un criterio che garantirebbe maggiore equità e stimolerebbe meccanismi virtuosi di riduzione degli scarti. Attualmente, la pressione fiscale locale, sommata al peso dei tributi specifici, raggiunge vette del 50-60% della tassazione totale sulle imprese del commercio e del turismo, un carico che rischia di accelerare i processi di desertificazione commerciale nelle strade cittadine.
In quest’ottica, la gestione rifiuti deve diventare uno strumento di rigenerazione urbana. L’associazione non chiede solo efficienza, ma anche agevolazioni specifiche per i negozi al dettaglio e le attività storiche di vicinato. La proposta punta alla creazione di un modello sostenibile sia sotto il profilo ambientale che economico, dove la tassa sui rifiuti smetta di essere un ostacolo alla crescita e diventi un corrispettivo proporzionato al servizio ricevuto e alla quantità effettiva di scarti prodotti.
La partecipazione attiva di Confcommercio alla stesura del nuovo regolamento comunale rappresenta dunque una sfida cruciale per il futuro di Livorno. Una riforma “a misura di impresa” non solo tutelerebbe i posti di lavoro nel settore terziario, ma garantirebbe una città più pulita e un sistema di raccolta più razionale, trasformando una criticità storica in un’opportunità di sviluppo per l’intera comunità.



