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Sicurezza sul lavoro, l’Asl Toscana Nord Ovest alza gli obiettivi: Livorno sotto la lente

Dall'Asl Toscana Nord Ovest controlli costanti soprattutto nelle realtà a rischio incidente rilevante. Il bilancio del direttore Gullì

LIVORNO – Una presenza costante sulle banchine del porto, nei cantieri e all’interno delle fabbriche del territorio per arginare la piaga degli infortuni professionali.

Domenico Gullì, direttore della struttura di Prevenzione igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro (Pisll) dell’Asl Toscana Nord Ovest, delinea le strategie operative di un servizio dove gli operatori non sono burocrati dietro una scrivania, ma tecnici e medici impegnati sul campo. L’attività della struttura unisce la vigilanza diretta e senza preavviso alle iniziative di assistenza, promuovendo buone prassi e tavoli di confronto con le parti sociali. Durante i sopralluoghi, l’equipe composta da tecnici della prevenzione, medici del lavoro, ingegneri, geologi e chimici verifica l’applicazione dei piani di sicurezza, l’efficienza dei macchinari e l’uso dei dispositivi di protezione individuale, arrivando alla sospensione immediata delle attività e al sequestro delle aree nei casi di grave e imminente pericolo.

La Toscana, e in particolare l’area costiera, si conferma un territorio all’avanguardia sul fronte dei controlli. A fronte di un obiettivo nazionale che prevede il monitoraggio del 5% delle aziende attive, la Regione supera da anni questo parametro, registrando una quota ispettiva compresa tra il 7,5% e l’8%. Nella macro-azienda nord ovest, che ospita oltre la metà delle imprese toscane a rischio di incidente rilevante classificate dalla direttiva Seveso, la frequenza dei monitoraggi nei comparti chiave supera addirittura il 100%. Nell’ultimo anno i servizi Pisll hanno esaminato complessivamente oltre 5000 aziende, rilevando violazioni e irregolarità in circa il 30% dei casi. Per i prossimi mesi, la pianificazione prevede un ulteriore incremento delle verifiche mirate, calibrando gli interventi sulle specifiche fasi produttive e logistiche che registrano la maggiore incidenza di lesioni.

Un nodo centrale dell’azione di contrasto riguarda la qualità della formazione professionale dei lavoratori. L’azienda sanitaria punta il faro contro i corsi fittizi, spesso ridotti a lezioni puramente teoriche superate in modo fraudolento con test condivisi sulle piattaforme di messaggistica dello smartphone. La struttura tecnica attiverà un monitoraggio diretto sulla reale conformità della formazione dei dipendenti, promuovendo parallelamente lo sviluppo della cultura della tutela fisica a partire dalle scuole superiori del territorio. Ai datori di lavoro viene chiesta la massima responsabilità nella manutenzione dei mezzi e degli impianti, evitando soluzioni di ripiego ed esigendo l’uso costante dei presidi protettivi da parte del personale, per un cambio di mentalità in cui la sicurezza si trasformi da vincolo burocratico a prerequisito fondamentale dell’attività produttiva.

© Riproduzione riservata

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