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Vertenza Pierburg, cessione ancora in alto mare. Braccini: “Gli impegni assunti devono essere rispettati”

Il segretario generale della FIom di Livorno: "Non c'è nessun impegno formale. Continueremo a mantenere un confronto costante con le lavoratrici e i lavoratori”

LIVORNO – Nella giornata di oggi (28 aprile) si è svolto un nuovo incontro sulla vertenza Pierburg al ministero delle imprese e del made in Italy alla presenza della direzione aziendale, delle istituzioni, delle organizzazioni sindacali nazionali e territoriali e delle Rsu degli stabilimenti coinvolti nel processo di cessione.

Nel corso dell’incontro, l’azienda ha comunicato che le trattative con il potenziale acquirente sono ancora in corso e che è stato sottoscritto un accordo di esclusiva. Tuttavia, ha dichiarato di non essere in grado di fornire le garanzie richieste, analoghe a quelle già definite negli accordi sottoscritti con le organizzazioni sindacali in Germania. Si è detta disponibile a fornire indicazioni su un presunto piano di trasferimento di linee produttive, ma senza alcun impegno formale.

“Come Fiom – è il commento di Massimo Braccini, segretario generale Fiom Livorno – abbiamo ribadito con fermezza che tale posizione è assolutamente inaccettabile: gli impegni assunti devono essere rispettati. Qualsiasi operazione di cessione deve prevedere, prima del closing, un piano industriale dettagliato, credibile e verificabile, accompagnato da garanzie occupazionali vincolanti. Il tavolo è stato sospeso, in quanto l’azienda non è stata in grado di fornire risposte adeguate. Il Mimit ha ritenuto opportuno avviare un ulteriore confronto diretto con Rheinmetall, al fine di verificare la reale intenzione di presentare un piano industriale concreto e sostenuto da investimenti certi. Il settore automotive sta attraversando una fase particolarmente delicata e caratterizzata da una flessione produttiva. Se già Rheinmetall non è in grado di garantire prospettive solide, a maggior ragione non può farlo un fondo industriale che, non essendo un soggetto produttivo, non apporta nuove commesse”.

“Per quanto riguarda eventuali percorsi di diversificazione produttiva – conclude Braccini – è stato comunicato che allo stato attuale non sussistono le condizioni. Esprimiamo forte insoddisfazione per l’esito dell’incontro: ci aspettavamo risposte chiare e concrete, ma non è emerso alcun elemento di avanzamento. Continueremo a mantenere un confronto costante con le lavoratrici e i lavoratori, a seguire con attenzione ogni sviluppo della vertenza e a difendere con determinazione l’occupazione, le professionalità e la continuità produttiva degli stabilimenti. Il Mimit ha comunicato che a breve verrà convocato un nuovo incontro. La mobilitazione continua”.

 

© Riproduzione riservata

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