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Pierburg, dubbi sull’ipotesi cessione al fondo Usa. Tre ore di sciopero immediato

Il segretario della Fiom, Braccini: "Adesione massiccia". No del sindacato alla partecipazione all'incontro con il possibile acquirente

LIVORNO – L’assemblea dei lavoratori dello stabilimento Pierburg di Livorno, riunitasi  oggi (29 aprile), ha risposto con fermezza all’esito dell’ultimo vertice al ministero delle imprese e del Made in Italy (Mimit). Di fronte a un processo di cessione ritenuto privo di garanzie concrete, le maestranze hanno approvato all’unanimità un ordine del giorno che delinea una linea di rottura netta con l’attuale gestione della vertenza, proclamando uno sciopero immediato che ha già registrato un’adesione massiccia.

Al centro della protesta c’è l’incertezza sul futuro acquirente e la mancanza di un piano industriale solido. I lavoratori contestano la comunicazione dell’azienda circa il proseguimento delle trattative in regime di esclusiva, “senza tuttavia fornire garanzie industriali e occupazionali adeguate” e senza presentare impegni formali dettagliati. Per l’assemblea, la fase di transizione non può essere gestita con approssimazione: “Qualsiasi soggetto acquirente debba presentare, prima del closing, un piano industriale dettagliato, verificabile e accompagnato da impegni occupazionali precisi”.

Un punto di scontro immediato riguarda l’incontro tecnico fissato per domani (30 aprile) tra l’azienda e il fondo interessato all’acquisizione. I lavoratori hanno dichiarato la propria indisponibilità a parteciparvi, ritenendo che non sussistano le condizioni per un confronto in sede aziendale. La posizione è chiara: la vertenza deve restare ancorata alle sedi istituzionali. “Qualsiasi confronto relativo al processo di cessione e alle prospettive industriali debba svolgersi esclusivamente presso il Mimit”, viene ribadito nel documento, poiché la presenza del governo e degli enti locali è considerata un “elemento di garanzia fondamentale”.

La preoccupazione principale riguarda la natura dell’acquirente, con i sindacati che avvertono: “un soggetto privo di una reale capacità produttiva non può garantire prospettive industriali solide”. In questo contesto, le lavoratrici e i lavoratori rivendicano il valore delle proprie competenze professionali, considerate un patrimonio imprescindibile che non può essere messo a rischio da operazioni finanziarie poco trasparenti.

La mobilitazione è già entrata nel vivo. Massimo Braccini, segretario generale della Fiom Livorno, ha confermato il successo della prima azione di protesta: “Oggi, 29 aprile, sono state proclamate tre ore di sciopero immediato — le ultime tre ore di ogni turno di lavoro. L’adesione delle lavoratrici e dei lavoratori Pierburg è stata massiccia”.

Oltre a queste prime ore, è stato attivato un pacchetto complessivo di 8 ore di sciopero, mentre resta confermato lo stato di agitazione sindacale fino a quando non verrà definito un “accordo di garanzia vincolante prima di qualsiasi operazione di cessione”.

© Riproduzione riservata

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