LIVORNO – Abusivismo e contraffazione in crescita, furti sempre più frequenti e una percezione di insicurezza che dilaga tra gli imprenditori. In occasione della 13esima edizione della Giornata della Legalità, Confcommercio Livorno lancia un grido d’allarme basato sui dati del proprio Centro Studi: nel 2025 l’illegalità è costata alle imprese del commercio e dei pubblici esercizi oltre 40 miliardi di euro.
La presidente di Confcommercio Livorno, Francesca Marcucci, ha sottolineato la gravità della situazione: “Le imprese del terziario percepiscono un peggioramento dei livelli di sicurezza. Nel 2025 l’illegalità è costata più di 40 miliardi di euro, mettendo a rischio 284mila posti di lavoro in Italia”.
Secondo le stime, il fenomeno criminale più avvertito è quello dei furti (26%), seguito da atti di vandalismo e aggressioni (24%). Tre imprenditori su dieci temono oggi che la propria attività sia esposta a rischi criminali, con una preoccupazione crescente per i fenomeni legati alle baby gang e alla malamovida, che generano degrado urbano nel 50,3% dei casi.
Il direttore generale di Confcommercio Livorno, Federico Pieragnoli, ha evidenziato il legame diretto tra le saracinesche chiuse e la criminalità: “Per un imprenditore su due la presenza di negozi sfitti e chiusi favorisce la diffusione di microcriminalità e vandalismo. Città e paesi senza negozi sono luoghi meno sicuri e vivibili. Per questo ribadiamo l’estrema necessità di incentivi fiscali e semplificazioni burocratiche estreme”.
Il costo complessivo della criminalità, che include anche reati come l’abusivismo commerciale, la contraffazione e la cyber criminalità, raggiunge i 41 miliardi di euro. Circa il 66,6% degli imprenditori si ritiene penalizzato dalla concorrenza sleale derivante da questi fenomeni.
Per difendersi, quasi 9 imprese su 10 hanno scelto di investire in proprio in misure di protezione, installando principalmente sistemi di videosorveglianza e allarmi antifurto. “Un dato che legittima ancora di più la richiesta di sicurezza e protezione che proviene dalle imprese e rivolta alle istituzioni e alle forze dell’ordine” – conclude Federico Pieragnoli – “Come Confcommercio continuiamo ad assicurare il nostro impegno per rafforzare e approfondire la cultura della legalità”.



