PIOMBINO – Le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm hanno inviato una lettera urgente al ministro delle imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, per denunciare lo stallo nella vertenza Liberty Magona. Al centro della preoccupazione dei sindacati c’è il ritardo nell’accoglimento dell’offerta presentata da Transteel per l’affitto e la successiva acquisizione dello stabilimento di Piombino.
Secondo quanto riportato nel documento firmato da Valerio D’Alò (Fim), Loris Scarpa (Fiom) e Guglielmo Gambardella (Uilm), l’offerta economica della multinazionale con sede a Lugano sarebbe “adeguata ed importante”, tale da evitare il fallimento dell’azienda e proteggere il destino di oltre 500 lavoratori. Tuttavia, il curatore della banca tedesca Greensill — dichiarata insolvente e causa della crisi finanziaria del gruppo — “tarda a deliberare positivamente sull’offerta”.
Le sigle sindacali definiscono “incomprensibile, ingiustificabile ed irresponsabile” il comportamento della banca tedesca, sottolineando come questa attesa stia mettendo a rischio centinaia di famiglie che dipendono dal futuro della Magona. Per queste ragioni, i sindacati chiedono al ministro Urso di “riconfermare pubblicamente la posizione forte” già assunta nei mesi scorsi nei confronti dell’ambasciatore tedesco in Italia.
L’appello punta a sbloccare una situazione che appare paradossale: da un lato esiste una proposta industriale concreta capace di rilanciare il sito piombinese, dall’altro una procedura finanziaria internazionale che ne frena la risoluzione positiva. La richiesta al Mimit è quella di un intervento immediato e autorevole per evitare che le lungaggini burocratiche e legali legate al curatore tedesco trascinino definitivamente nel baratro una realtà storica dell’industria siderurgica italiana.



