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Alla scoperta dell’archivio: concluso il progetto ‘Carta e penna’ alla media Marchesi

Gli organizzatori: "Portare le fonti storiche nelle scuole significa dare ai ragazzi le chiavi per decodificare la propria identità"

RIO NELL’ELBA – A chiusura dell’anno scolastico l’assessora alla scuola del comune di Rio, dottoressa Sara Caracci, accompagnata dalla dottoressa Federica Andreucci in rappresentanza dell’ufficio servizi scolastici ed educativi del Comune hanno partecipato alla conclusione del progetto didattico Carta e penna, ideato dalla Gestione associata degli archivi comunali dell’Isola d’Elba e realizzato in collaborazione con leprofessoresse Alessandra Ballerini e Raffaella Panichi della scuola secondaria di primo grado di Rio Concetto Marchesi.

Le dottoresse Gloria Peria e Marina Segnini hanno esposto i momenti più importanti di questo percorso volto alla scoperta dell’archivio quale strumento di conservazione della memoria privata e collettiva e del patrimonio storico-culturale locale. 

Carta e penna è stato un progetto articolato e innovativo, capace di coinvolgere attivamente i ragazzi sin dalla prima media attraverso attività materiali, come la realizzazione di fogli di carta, la loro rilegatura in filze, la produzione di inchiostri colorati e l’ideazione del capolettera personalizzato, per evolversi in seconda media attraverso lo studio degli archivi storici e concludersi in terza, con la creazione dell’archivio digitale di classe. Il percorso si è infatti sviluppato in modo progressivo e graduale assecondando l’evoluzione cognitiva e formativa degli studenti.

“Lo scopo del progetto – ci dicono le responsabili della gestione associata – è stato rendere gli alunni protagonisti attivi del proprio iter formativo, seguendoli dalla prima alla terza media. Questa è stata la novità rispetto alle altre attività didattiche eseguite nel corso degli anni dalla gestione associata degli archivi comunali dell’isola d’Elba. Ancora una volta, si è ribaltato l’approccio tradizionale alle fonti: non solo gli studenti sono entrati in archivio ma l’archivio stesso è uscito dalle sue mura per andare incontro alla comunità. L’obiettivo è dimostrare che l’archivio è un bene comune, vivo e accessibile. Portare le fonti storiche nelle scuole significa dare ai ragazzi le chiavi per decodificare la propria identità e la storia del loro territorio trasformando la memoria in uno strumento di partecipazione e cittadinanza attiva”.

Dopo aver assistito all’esposizione entusiasta da parte dei ragazzi stessi di quanto prodotto nel triennio, l’assessora Caracci si è congratulata vivamente con tutti i partecipanti al progetto auspicandone ulteriori repliche future.

© Riproduzione riservata

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