PIOMBINO – Con l’inizio della stagione estiva si riaccende a Piombino il dibattito sulla gestione delle aree costiere e sul delicato equilibrio tra sviluppo turistico privato e diritto alla libera fruizione del litorale. Al centro della polemica politica finisce nuovamente il Piazzale di Alaggio, uno degli scorci storici del waterfront cittadino, oggi interessato dai lavori per la realizzazione di un nuovo stabilimento balneare. A sollevare forti perplessità sul progetto sono le forze politiche di opposizione Piombino Domani e Sinistra Italiana-Avs, che chiedono pubblicamente risposte chiare e un confronto trasparente con la cittadinanza.
Al centro della contestazione non c’è il rifiuto ideologico degli investimenti privati o dei servizi turistici di qualità, ma la difesa del Piazzale in quanto bene comune. Secondo gli esponenti della sinistra, la visione presentata dal concessionario – che ha descritto la nuova struttura come il simbolo di una “nuova città” – rischia nei fatti di tradursi in una completa privatizzazione dell’area, escludendo chi da sempre frequenta liberamente quello spazio pubblico per passeggiare, pescare o semplicemente fare il bagno senza l’obbligo di dover pagare per i servizi della spiaggia attrezzata.
La critica si sposta poi sul piano tecnico e amministrativo. I due gruppi politici spiegano di aver già chiesto chiarimenti formali in consiglio comunale per verificare la coerenza tra quanto si sta costruendo oggi e le linee guida del bando di gara iniziale, risalente ormai a quasi dieci anni fa.
“Le risposte ricevute non hanno sciolto i dubbi – spiegano in una nota i rappresentanti di Piombino Domani e SI-AVS – anzi confermano che il progetto oggi in costruzione è diverso da quello inizialmente previsto con il bando del 2017“. Quella programmazione originaria, secondo l’opposizione, era stata pensata con criteri molto meno impattanti per l’ambiente e per il panorama, con l’obiettivo esplicito di lasciare il piazzale libero per utilizzi diversificati e di conciliare lo sviluppo del turismo con la fruizione pubblica.
“Crediamo che lo sviluppo turistico non possa e non debba entrare in conflitto con il diritto dei cittadini a vivere e utilizzare gli spazi pubblici – conclude la nota –. Una città è davvero più attrattiva quando riesce a coniugare investimenti, servizi e tutela dei beni comuni”. Proprio per questo, le forze di minoranza chiedono l’apertura immediata di un dibattito serio e partecipato che metta sotto la lente di ingrandimento non solo le modalità di gestione della concessione, ma anche l’impatto paesaggistico dell’intervento sul volto di Piombino


