PIOMBINO – La sanità a Piombino è al centro di un acceso dibattito dopo la presa di posizione di Sinistra Italiana, che contesta duramente la decisione della direzione aziendale di trasferire il consultorio cittadino all’interno dell’ospedale Villamarina.
“Il provvedimento, che secondo la forza politica non può essere considerato una semplice riorganizzazione logistica, ha sollevato forti contrarietà per il rischio di indebolire ulteriormente la rete assistenziale della Val di Cornia, già segnata dalle recenti criticità riscontrate in reparti ospedalieri cruciali come la cardiologia. Il consultorio rappresenta da sempre uno spazio multidisciplinare di facile accesso e un punto di riferimento per donne, giovani e famiglie nei momenti più delicati, dall’adolescenza alla maternità. Lo spostamento all’interno del presidio ospedaliero rischia tuttavia di imporre un modello inevitabilmente più medicalizzato, allontanando il servizio dalla comunità e creando barriere implicite per chi cerca riservatezza e ascolto in un contesto non clinico”.
“Le maggiori preoccupazioni sollevate dagli esponenti locali del partito riguardano la perdita di prossimità e il timore che questo trasferimento, presentato come temporaneo, possa invece diventare permanente per compensare altre carenze strutturali dell’azienda sanitaria – prosegue Sinistra Italiana – Un’integrazione reale tra le strutture dovrebbe mirare al potenziamento delle cure di prossimità, mentre questa scelta sembra tradursi in uno svuotamento delle funzioni preventive e di supporto psicologico o sociale sul territorio”.
Le richieste alla direzione aziendale sono chiare: “Si esige una garanzia pubblica e vincolante sulla temporaneità dello spostamento, con scadenze certe per il ritorno del servizio in una sede territoriale idonea e un investimento concreto per evitare che la Val di Cornia venga penalizzata da scelte organizzative svantaggiose per i diritti dei cittadini”.


