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Sul garante per gli anziani si spacca… l’opposizione. E Guarducci dice addio alla coalizione di centrodestra

L'ex candidato sindaco non si sente più rappresentato da certe posizioni. Amadio e Perini (Fdi): "È stato il vero Cavallo di Troia di Salvetti”

LIVORNO – Terremoto politico a Livorno, dove i banchi del consiglio comunale diventano lo scenario di uno strappo profondo che spacca la coalizione di centrodestra. Al centro della bufera c’è la rottura netta tra Alessandro Guarducci, ex candidato sindaco della coalizione alle elezioni amministrative del 2024 e oggi esponente di Forza Italia, e Fratelli d’Italia, il partito guidato in aula da Alessandro Perini e Marcella Amadio che era stato il principale motore della sua corsa verso Palazzo Civico.

La miccia è stato un atto relativo all’istituzione del garante degli anziani proposto proprio da Guarducci. A far surriscaldare gli animi in modo definitivo è stato un emendamento presentato dai consiglieri meloniani Perini e Amadio, una mossa che ha aperto una fessura insanabile nel dibattito in aula. Il clima si è fatto rapidamente rovente, fino a quando lo stesso Guarducci ha preso la parola per annunciare l’addio formale alla coalizione di centrodestra, dichiarando apertamente di non riconoscersi più nell’attuale assetto politico dell’alleanza cittadina.

Il quadro della rottura si è delineato in tutta la sua gravità al momento del voto finale sul provvedimento, quando il gruppo di Fratelli d’Italia ha deciso di abbandonare compatto l’aula, lasciando i banchi vuoti e certificando nei fatti il divorzio politico. Si tratta di un vero e proprio scossone per le geometrie dell’opposizione livornese, che da mesi mostrava già segnali di logoramento e distinguo interni.

Resta ora da capire se le diplomazie dei partiti riusciranno a tessere la trama di un chiarimento politico o se l’abbandono dell’aula e le parole forti dell’ex candidato sindaco segneranno l’inizio di una separazione definitiva e senza ritorno.

Dalle prime parole che arrivano da Fratelli d’Italia la frattura sembra consolidata: “Le dichiarazioni rilasciate da Alessandro Guarducci nelle ultime ore confermano definitivamente ciò che da tempo era evidente: il suo percorso politico non ha mai avuto nulla a che vedere con il centrodestra e con il mandato ricevuto dagli elettori – dicono i consiglieri Fdi Perini e Amadio – Prima ha chiesto i voti al centrodestra e poi ha finito per attaccare proprio chi lo ha votato. Alessandro Guarducci si è rivelato il vero cavallo di Troia di Salvetti dentro la nostra coalizione. Fa sorridere che proprio chi si è candidato a sindaco del centrodestra parlando di referendum contro il Pd, denunciando decenni di malgoverno della sinistra e chiedendo il voto agli elettori alternativi alla maggioranza, oggi finisca per attaccare chi continua coerentemente a fare opposizione.”

“Il problema non è mai stata la cosiddetta opposizione costruttiva. Il problema è che Guarducci, nel tempo, ha progressivamente scelto di inseguire gli applausi della maggioranza invece di rappresentare con chiarezza una linea alternativa al sistema di potere che governa Livorno da oltre settant’anni. Durante l’ultima seduta consiliare Pd, Avs e lo stesso sindaco lo hanno applaudito ripetutamente. Un’immagine che vale più di mille dichiarazioni e che fotografa perfettamente il punto di arrivo della sua parabola politica. Chi ricopre il ruolo di consigliere comunale di opposizione deve sapere che non sempre è facile stare fuori dalla stanza dei bottoni. Significa spesso essere isolati, contrastati e attaccati proprio perché si svolge fino in fondo il proprio ruolo di controllo. Guarducci evidentemente non ha retto a questa prova e ha preferito la strada più comoda: quella di convolare a nozze con la sinistra. Respingiamo inoltre al mittente il tentativo di liquidare come ‘populismo’ o ‘critica sterile’ il lavoro di chi ogni giorno denuncia degrado, sprechi, tasse in aumento, fallimenti amministrativi e problemi di sicurezza che la sinistra livornese ha prodotto in decenni di governo. Fare opposizione non significa fare da stampella alla maggioranza, ma offrire un’alternativa politica credibile e coerente.”

“Gli elettori del centrodestra meritano chiarezza e coerenza – concludono Perini e Amadio – Per questo riteniamo che Guarducci avrebbe dovuto avere almeno l’onestà politica di ammettere che il suo percorso era ormai incompatibile con quello della coalizione che lo aveva sostenuto.”

© Riproduzione riservata

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