LIVORNO – Un duro affondo sulla gestione economica del sistema dei rifiuti a Livorno. A lanciarlo è il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Alessandro Perini, che annuncia la presentazione di un’interpellanza per fare chiarezza sulla reale situazione debitoria di Retiambiente, la società pubblica capogruppo che ha inglobato Aamps. Secondo l’esponente del centrodestra, i conti apparentemente in salute dell’azienda livornese nasconderebbero un travaso di costi e un forte indebitamento della controllante.
“Con Salvetti sindaco la Tari è salita in media di 84€ a famiglia e solo nell’ultimo anno ha visto un balzo di quasi il 10% – esordisce Perini –. Eppure il servizio di Aamps non è migliorato, anzi la città è sempre più sporca. Il sindaco racconta che dopo la chiusura del termovalorizzatore i conti hanno tenuto, ma basta analizzare la situazione debitoria di Retiambiente per smentirlo”.
L’analisi del consigliere di Fratelli d’Italia si concentra sulle cifre dei bilanci consolidati. In un solo anno, Retiambiente sarebbe passata da 78 milioni a 103,7 milioni di euro di debiti complessivi, registrando un aumento del 33%.
“Se la casa madre è in questa situazione, come mai Aamps continua a mostrare utili simbolici di appena 252mila euro? La risposta emerge dagli stessi bilanci: i costi vengono spostati sulla capogruppo per tenere apparentemente puliti i conti di Aamps. Nel 2023 Aamps sosteneva direttamente oltre 5,2 milioni di euro di costi per il trattamento dei rifiuti indifferenziati. Nel 2025 quei costi sembrano sparire dai bilanci di Aamps, ma in realtà sono stati furbescamente spostati in Retiambiente. È un trucco, come nel gioco delle tre campanelle”.
Secondo la ricostruzione dell’opposizione, se tali costi fossero rimasti iscritti nel bilancio dell’azienda livornese, oggi Aamps si troverebbe in rosso di svariati milioni di euro, contrastando con le dichiarazioni di solidità finanziaria espresse dalla giunta.
L’interpellanza presentata punta il dito anche sui flussi finanziari interni tra le due società. I crediti che Aamps vanta nei confronti di Retiambiente sarebbero quasi raddoppiati, passando dai 5,25 milioni del 2023 agli 11,1 milioni del 2025. Una cifra che per la capogruppo si traduce in debito e che l’avrebbe costretta a ricorrere pesantemente alle linee di credito bancarie, con un’esposizione verso gli istituti di credito salita di 9,7 milioni (+33%) fino a raggiungere la quota di 39 milioni di euro.
“Perché, con tutto quello che paghiamo di TARI, la situazione non si risana? Perché la TARI per legge ha un limite massimo di aumento annuale e non basta più a coprire i costi reali – incalza Perini –. La parte eccedente viene quindi coperta dai prestiti bancari a Retiambiente. Ma i segnali d’allarme ci sono anche dentro Aamps: la liquidità cassa è letteralmente crollata, passando dai 3,75 milioni del 2023 ad appena 625mila euro nel 2025”.
Per l’esponente di Fratelli d’Italia, lo stop al termovalorizzatore cittadino senza la contestuale attivazione di un impianto alternativo avrebbe aperto una falla nel sistema industriale ed economico locale. Con l’atto ispettivo depositato in Comune, l’opposizione chiede adesso formalmente al sindaco Salvetti e ai vertici aziendali di riferire nei dettagli in commissione consiliare.



