LIVORNO – Con l’esplosione del confronto sul futuro degli Orti urbani di via Goito, un nome è entrato al centro del dibattito cittadino: quello di Stefano Frangerini, l’imprenditore alla guida della società che si è aggiudicata all’asta gli oltre sei ettari di terreno contesi.
Ma chi è Stefano Frangerini e quale storia imprenditoriale rappresenta?
Frangerini è un imprenditore livornese di quarta generazione, attivo nell’azienda fondata dalla sua famiglia nel 1907. Una realtà nata nel settore delle impermeabilizzazioni e progressivamente cresciuta attraverso le ristrutturazioni, le costruzioni civili e industriali, i consolidamenti strutturali, il restauro conservativo, le bonifiche ambientali, l’efficientamento energetico e gli impianti alimentati da fonti rinnovabili.
Frangerini Impresa è iscritta nel Registro nazionale delle imprese storiche di Unioncamere e ha ricevuto dall’Associazione nazionale costruttori edili il riconoscimento di impresa centenaria. Oggi l’azienda si presenta come general contractor specializzato anche nella bioedilizia e nella rigenerazione urbana. (Frangerini Impresa)
Nel corso della propria carriera, Stefano Frangerini ha ricoperto numerosi incarichi nel sistema imprenditoriale. È stato vicepresidente del Gruppo giovani Ance di Confindustria Livorno, presidente di Ance Livorno e di Ance Toscana, componente degli organismi direttivi di Confindustria a livello provinciale e regionale e presidente della Cassa edile livornese.
È inoltre presidente dell’Its Accademia tecnologica edilizia ed è stato ideatore e promotore della norma Uni 11333, dedicata alla formazione e alle qualifiche professionali nel settore dell’impermeabilizzazione.
La famiglia Frangerini è quindi legata a Livorno da quasi centoventi anni. Lo stesso imprenditore ha ricordato di essere cresciuto in via Giovanni da Verrazzano e di avere frequentato da bambino proprio i campi oggi al centro della controversia. A fine giugno 2026 Frangerini Impresa si è aggiudicata all’asta l’area di via Goito per circa 1,16 milioni di euro, prevalendo su un gruppo di operatori economici fiorentini. La procedura prevede 120 giorni per perfezionare l’acquisto, mentre il giudice ha disposto la liberazione dei terreni in vista della loro consegna.
Il progetto illustrato dall’impresa prevede quattro edifici residenziali con tetti verdi e giardini pensili, sistemi per il recupero dell’acqua piovana, fonti rinnovabili e tecnologie destinate a ridurre consumi ed emissioni.
L’area complessiva misura 61.450 metri quadrati. Secondo le previsioni urbanistiche, 4.500 metri quadrati risultano edificabili, mentre circa l’80 per cento dei terreni dovrebbe essere sistemato e ceduto al Comune. La proposta comprende 47450 metri quadrati di verde, un frutteto civico, percorsi e spazi condivisi.
Frangerini respinge quindi la rappresentazione di una semplice operazione di cementificazione e parla di un ecoquartiere inserito in un grande parco urbano. L’imprenditore si dichiara disponibile al dialogo, chiedendo però che il confronto avvenga nel rispetto della legalità, dei titoli acquisiti e delle previsioni urbanistiche.
Dall’altra parte, il comitato degli orti urbani e numerosi cittadini chiedono che l’area venga conservata integralmente e che la capacità edificatoria sia trasferita altrove. La manifestazione del 5 settembre ha confermato quanto il tema sia ormai sentito e divisivo.
Stefano Frangerini non è dunque un soggetto arrivato improvvisamente a Livorno per realizzare un’operazione immobiliare. È un imprenditore profondamente inserito nella storia economica della città, alla guida di un’impresa ultracentenaria e con una lunga esperienza nel settore delle costruzioni.
Questo percorso non chiude naturalmente il confronto sul futuro di via Goito. Il progetto dovrà essere valutato nei suoi contenuti concreti, così come dovranno essere ascoltate le preoccupazioni dei residenti. Conoscere chi è Frangerini, tuttavia, permette di affrontare la discussione partendo dai fatti e non soltanto dalle contrapposizioni.


