LIVORNO – Hallissey prepara la sfida sulle concessioni: “Gare aperte e vigilanza sui bandi entro settembre 2027”.
La battaglia per il libero accesso al mare entra in una nuova fase. Dopo i blitz negli stabilimenti balneari livornesi, la raccolta di migliaia di firme e la richiesta di rimuovere i tornelli, Matteo Hallissey sposta adesso l’attenzione sulle future gare per l’assegnazione delle concessioni demaniali.
Il presidente di +Europa e Radicali Italiani indica una linea precisa: gare realmente aperte, concorrenza effettiva, canoni proporzionati al valore economico delle concessioni, più spiagge libere e una selezione che premi la qualità dei progetti presentati.
Le concessioni attualmente in vigore sono destinate a scadere il 30 settembre 2027. Soltanto in presenza di particolari ragioni oggettive potrebbe essere previsto un differimento fino al 31 marzo 2028. I Comuni dovranno quindi preparare le procedure necessarie per riassegnare gli spazi demaniali, assicurando imparzialità, pubblicità e trasparenza.
In provincia di Livorno la questione riguarda oltre quaranta stabilimenti balneari e interessa direttamente una parte importante della costa cittadina. Non sarà quindi sufficiente pubblicare formalmente i bandi: occorrerà comprendere quali requisiti saranno richiesti, quale peso verrà attribuito ai diversi criteri e quali garanzie saranno previste per tutelare l’interesse pubblico.
La posizione sostenuta da Hallissey non punta a escludere automaticamente gli attuali concessionari. Anche i gestori uscenti potranno partecipare e ottenere nuovamente l’affidamento, ma dovranno confrontarsi con altri operatori e presentare progetti competitivi, capaci di offrire benefici concreti alla cittadinanza.
Il modello richiamato è quello di Ostia, dove le gare hanno permesso l’ingresso di nuovi imprenditori e cooperative del territorio, mentre una parte dei precedenti concessionari è riuscita a mantenere la gestione presentando nuovi programmi tra i quali l eliminazione delle barriere di accesso al mare per i cittadini.
L’obiettivo, dunque, non sarebbe cancellare le imprese esistenti, ma superare l’idea che una concessione pubblica possa trasformarsi in un diritto permanente o ereditario. Chi ha amministrato già uno stabilimento potrà ricandidarsi, valorizzando l’esperienza acquisita, ma dovrà dimostrare di possedere il progetto migliore.
La qualità dell’offerta non dovrebbe essere misurata soltanto dal punto di vista economico. Accessibilità, tutela ambientale, servizi, valorizzazione del paesaggio, sicurezza, sostenibilità e rapporto con il territorio dovranno diventare elementi centrali nella valutazione.
Un altro punto riguarda i canoni, che secondo Hallissey devono essere adeguati al valore effettivo delle concessioni e all’attività economica sviluppata sul demanio pubblico. Le procedure dovranno garantire entrate congrue per l’amministrazione, evitando allo stesso tempo di favorire soltanto i grandi gruppi a discapito delle imprese locali.
Le gare dovranno inoltre inserirsi all’interno di un piano complessivo del litorale. Per Hallissey non basta cambiare i gestori: occorre aumentare il numero delle spiagge libere e libere attrezzate, rendere chiaramente riconoscibili i varchi pubblici e garantire in ogni stabilimento un accesso gratuito, dignitoso e ben segnalato al mare.
È su questi aspetti che si concentrerà la vigilanza annunciata in vista delle scadenze del 2027. La verifica riguarderà la pubblicazione dei bandi, i requisiti di partecipazione, i criteri di attribuzione dei punteggi e la reale apertura delle procedure a una pluralità di concorrenti.
Il rischio da evitare per Hallissey è che le gare diventino un semplice passaggio formale costruito per conservare sostanzialmente l’assetto attuale. Trasparenza significa rendere conoscibili in anticipo le regole, motivare le valutazioni e permettere ai cittadini di comprendere perché una concessione venga affidata a un determinato soggetto.
Dopo la campagna contro i tornelli, la questione delle concessioni è quindi destinata a diventare il prossimo terreno di confronto tra Radicali, amministrazione comunale e operatori balneari.
Settembre 2027 appare ancora lontano, ma la complessità delle procedure impone di iniziare a lavorare sui bandi con largo anticipo. Hallissey e i Radicali annunciano che seguiranno ogni passaggio: la partita non riguarderà soltanto chi gestirà gli stabilimenti, ma quale equilibrio Livorno e il resto della regione vorranno costruire tra attività economiche, spiagge libere e diritto dei cittadini a vivere il proprio mare.


