LIVORNO – Cittadini e residenti sono scesi in piazza ieri (5 settembre) per difendere gli Orti urbani di via Goito e chiedere che venga fermato il progetto edilizio previsto nell’area.
Il corteo è partito alle 16 dallo spazio verde situato all’angolo con via dell’Ambrogiana, attraversando la città con un messaggio preciso: Giù le mani dagli orti urbani. Al centro della mobilitazione c’è il futuro di circa sei ettari di verde, considerati da molti abitanti un patrimonio ambientale e sociale da preservare.
Alla vigilia della manifestazione, gli organizzatori avevano annunciato adesioni anche da altre città italiane e la predisposizione di oltre 50 tende per accogliere i partecipanti.
La principale preoccupazione dei residenti riguarda la possibilità che al posto dell’attuale area verde sorga un nuovo insediamento edilizio composto da abitazioni, strade, parcheggi e servizi. Il timore è quello di perdere uno degli ultimi grandi polmoni verdi della zona, insieme alle centinaia di alberi e agli animali che popolano l’area.
Nel volantino distribuito e affisso su portoni e vetrine della città, i promotori pongono due domande: “Che fine faranno le centinaia di alberi e gli animali che popolano l’area? Che cosa accadrà alla tranquillità del quartiere quando apriranno i cantieri?”.
Nel corso della manifestazione non sono mancate le critiche alla politica cittadina. Secondo i promotori, maggioranza e opposizione non avrebbero mostrato sufficiente attenzione nei confronti della tutela dell’area, privilegiando una visione urbanistica ancora troppo legata alle nuove costruzioni.
La richiesta rivolta alle istituzioni è quella di compiere una scelta diversa: salvaguardare gli Orti urbani, valutare alternative agli interventi edilizi previsti e aprire un confronto pubblico prima dell’avvio dei cantieri.
La mobilitazione rappresenta un nuovo capitolo di una vicenda che da anni divide Livorno. Da una parte ci sono gli interessi e i diritti della proprietà legati al progetto edilizio; dall’altra la richiesta dei cittadini di tutelare uno degli ultimi grandi spazi verdi del quartiere.
La partita rimane aperta. Residenti e manifestanti chiedono adesso alle istituzioni un confronto concreto e una soluzione capace di evitare che le ruspe arrivino prima della politica.


