PIOMBINO – Niente sciopero dei lavoratori siderurgici il 3 novembre, Art.1-Camping Cig: “Una scelta irresponsabile”.
È scontro aperto tra la rete sindacale e le associazioni di tutela dei lavoratori sulla gestione della vertenza siderurgica a Piombino. A scatenare la reazione polemica del Coordinamento Art.1-Camping Cig è la decisione comunicata dalle sigle metalmeccaniche Fim, Fiom e Uilm di revocare lo sciopero precedentemente indetto per la giornata del 3 novembre. La mobilitazione era stata annunciata il 27 ottobre al Centro Giovani come l’avvio di una protesta crescente contro le incertezze legate al disimpegno del gruppo Metinvest e al futuro dello stabilimento industriale.
L’annullamento della protesta viene giudicato in termini estremamente duri dal coordinamento, che mette nel mirino sia la condotta dei vertici sindacali sia l’operato del governo centrale nella gestione del settore strategico. “Al Camping Cig, la revoca dello sciopero del 3 appare come un gesto irresponsabile, che confonde e demotiva i lavoratori, peraltro presenti il 27 in meno di 100 su 1300 in forza a JSW. La revoca è un atto di rassegnazione, per tirare ancora a campare; un segnale disastroso che la democrazia sindacale viene umiliata e tutto si gioca in seno ai vertici dei sindacati: bisogna che questi dirigenti sindacali si dimettano per cambiare finalmente strada”, attacca il comitato.
Oltre a sollecitare un cambio di rotta nella governance sindacale, la nota richiama l’esigenza di valorizzare la rappresentanza eletta nei luoghi di lavoro senza discriminazioni: “Inoltre, sempre a proposito di democrazia sindacale, in prima fila deve essere la Rsu a gestire la vertenza, senza escludere nessuna rappresentanza eletta dai lavoratori, come succede invece a danno dell’Usb“.
Lo sguardo è rivolto all’imminente tavolo di confronto istituzionale programmato per il 5 novembre al ministero delle imprese e del made in Italy (Mimit), occasione nella quale il coordinamento auspica una svolta radicale per lo stabilimento e per la produzione industriale del paese. “Nell’incontro del 5 novembre al Mimit è indispensabile rivendicare che Jsw sia cacciata per nazionalizzare l’intera fabbrica e rilanciare la produzione di rotaie nell’unico impianto che le fabbrica in Italia, rifatto da zero lontano dall’abitato; siano previsti uscite volontarie incentivate e prepensionamenti, misure oggi purtroppo assolutamente prioritarie; sia varato finalmente dal governo il Piano nazionale della siderurgia, il quale preveda sinergie con Taranto e non solo”, dichiara la rappresentanza del Camping Cig.
L’appello si conclude con un richiamo diretto alla responsabilità della forza lavoro e alla linea d’indirizzo della produzione industriale: “Anche i lavoratori devono assumersi le proprie responsabilità, partecipando alle assemblee e agli scioperi, sollecitando innanzi tutto la Rsu a costruire mobilitazioni forti e continuative; altrimenti finiranno per essere complici del loro stesso imminente licenziamento. Senza dimenticare la necessità di lottare senza tregua a livello locale e generale contro il carovita. Acciaio sì, ma non per le armi”.


