LIVORNO – Orti urbani, Europa Verde: “Rischio di ricorsi e risarcimenti per il Comune se non si adegua alla normativa Ue”.
Si apre un fronte legale e politico di forte tensione intorno alla pianificazione urbanistica della città labronica. A scuotere gli equilibri della giunta guidata dal sindaco Luca Salvetti è il parere pro veritate redatto dall’avvocato Giancarlo Altavilla, docente di Diritto urbanistico all’università di Pisa, incentrato sul Regolamento europeo 2024/1991 noto come Nature Restoration Law. Secondo l’analisi legale, i piani urbanistici comunali non possono in alcun modo schermare l’amministrazione dagli obblighi imposti dalla normativa comunitaria, che rappresenta un limite inderogabile orientato alla non regressione e alla tutela del verde urbano, impedendo a qualsiasi norma locale di vanificare gli obiettivi di tutela europei.
Il nodo centrale della contestazione arriva da Europa Verde Livorno riguarda i tempi e le modalità di approvazione del Piano operativo comunale di Livorno, adottato con delibera 146 il 28 luglio 2025, ossia diversi mesi dopo l’entrata in vigore del regolamento Ue avvenuta nell’agosto del 2024. Come sottolineato nel parere, durante il lungo iter amministrativo e nella conferenza paesaggistica con la Regione Toscana e la Soprintendenza, l’esecutivo avrebbe dovuto recepire la sopravvenuta normativa comunitaria e verificare la conformità dello strumento urbanistico. A ciò si aggiunge l’impatto del decreto legislativo 80 del 2026, che attribuisce ai Comuni precise responsabilità attuative sugli ecosistemi urbani, imponendo la verifica di conformità per tutti gli interventi avviati a partire dal 31 maggio scorso.
Il mancato adeguamento del piano esporrebbe quindi l’amministrazione a conseguenze. Come evidenziato dall’esperto legale, nei momenti applicativi del piano, come l’approvazione di piani attuativi o il rilascio di permessi di costruire, “prevale l’obiettivo di tutela sovraordinato”. Proseguire sulle previsioni edificatorie esistenti, comprese quelle discusse in aree come via Goito e via Piemonte, significa secondo i promotori dell’appello “esporre il Comune a un’inevitabile stagione di ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, con un concreto rischio di cause risarcitorie a carico del Comune qualora i giudici amministrativi confermino l’obbligo di rispetto della normativa Ue”.
Di fronte alle diffide annunciate dai comitati e al crescente malcontento sociale, Europa Verde punta il dito contro l’atteggiamento giudicato chiuso dell’esecutivo comunale: “Continuare a considerare la pianificazione urbanistica come una questione ‘esclusiva’ della giunta, senza coinvolgere il consiglio comunale e la propria maggioranza, è una scelta miope. Si rischia di esporre la città a contenziosi infiniti e a ingenti danni economici”.
Da qui l’appello formale rivolto alla politica affinché si cambi rotta: “Chiediamo quindi un atto di saggezza politica: sospendere l’attuazione delle trasformazioni critiche e avviare immediatamente una ricognizione per l’adeguamento del Poc al Regolamento Ue 2024/1991”. L’invito conclusivo è quello di “unire le forze responsabili della città — allineando il piano comunale alle norme europee sulla tutela del verde urbano e del patrimonio boschivo — è l’unica strada percorribile per garantire legalità, tutela ambientale ed evitare che Livorno si ritrovi paralizzata nelle aule dei tribunali”.


