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venerdì 15 Maggio 2026
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Vertenza Konecta, l’azienda diserta la commissione consiliare. Lega sul piede di guerra

Il capogruppo Ghiozzi: "È evidente che non intendano più investire a Livorno. E intanto la scadenza di dicembre è dietro l'angolo"

LIVORNO – Si è discussa nella seduta odierna della commissione consiliare economia e lavoro l’interpellanza presentata dal gruppo della Lega in merito alla grave crisi occupazionale che sta colpendo i lavoratori dello stabilimento Konecta di via Firenze. “Un incontro – commenta il capogruppo Ghiozzi – che avrebbe dovuto fare chiarezza sul futuro occupazionale del sito, ma che è stato segnato da un fatto gravissimo: la totale diserzione da parte dei vertici aziendali”.

Sul piede di guerra il capogruppo, che ha stigmatizzato duramente l’atteggiamento della dirigenza: “Sono sinceramente esterrefatto e fortemente preoccupato per la considerazione che questa azienda dimostra di avere nei confronti di un’istituzione importante come il Comune di Livorno. Leggere una lettera in cui la dirigenza si dice genericamente ‘disponibile al confronto a livello istituzionale’ e poi vederla boicottare la convocazione odierna lascia alquanto perplessi. Se non vi era la volontà di venire fisicamente a palazzo, avrebbero potuto benissimo collegarsi da remoto come fatto in precedenza. La verità è che non hanno voluto metterci la faccia.”

Per l’esponente della Lega, questa assenza rappresenterebbe una risposta fin troppo chiara sul reale piano industriale del gruppo; prima di tutto il disimpegno sul territorio: “Il fatto che l’azienda non sia venuta a illustrare un progetto alternativo alla progressiva perdita della commessa Tim – servizio 187 azzerato sul sito dal luglio scorso – è la conferma lampante che Konecta non vuole più investire a Livorno“. In seconda fase lo scaricabarile delle responsabilità: “Già al tavolo del prefetto l’azienda ha puntato il dito esclusivamente su Tim sensa ricercare altre commesse. Sembra quasi che vogliano far saltare tutto per poter dare la colpa a decisioni altrui ed uscirne puliti, disinteressandosi del destino del sito livornese.”

La situazione per i dipendenti – in larga parte donne tra i 45 e i 55 anni, attualmente penalizzate da contratti di solidarietà che riducono l’orario e lo stipendio fino all’80% – è ormai drammatica e “alle porte con i sassi. La scadenza degli ammortizzatori sociali è dietro l’angolo. Dicembre non è lontano, è dietro la porta. Ci sono 76 persone con le loro famiglie che si trovano in un limbo di riduzioni salariali e isolamento in telelavoro, e che adesso pretendono risposte immediate per la propria dignità. Visto che personalmente di Konecta non c’è più da fidarsi, ritengo che la riflessione debba aprirsi a 360 gradi. Va bene stimolare l’azienda o sollecitare Tim, ma è un lavoro complesso ed è evidente che non possiamo fare la guerra contro i mulini a vento.”

Ghiozzi lancia quindi un appello chiaro per guardare oltre l’attuale gestione aziendale e costruire tutele concrete: “Nei tavoli con il Prefetto, con la Regione e con l’esecutivo nazionale dobbiamo chiedere misure tangibili per salvare la dignità dei lavoratori: percorsi di ricollocamento esterno, reinserimento o piani di esodo realmente incentivati. Parlo da rappresentante di un partito di governo: poiché Livorno insiste in un’area di crisi economica complessa, l’attivazione dei canali ministeriali per costruire un percorso alternativo alla disoccupazione diventa un elemento fondamentale. Queste persone vogliono e hanno il diritto di continuare a lavorare”.

© Riproduzione riservata

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