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Darsena Europa, Corte dei Conti accende i riflettori: nel mirino premi ai dirigenti e gestione dell’Autorità portuale

Interrogazione parlamentare presentata dal senatore Manfredi Potenti: sotto la lente l'avvalimento di personale per la struttura commissariale

LIVORNO – Nuove ombre sulla gestione dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Settentrionale e sulla governance della maxi opera della Darsena Europa. A sollevarle è l’interrogazione parlamentare presentata dal senatore Manfredi Potenti, che chiama direttamente in causa il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti dopo i rilievi contenuti nella relazione della Corte dei conti sulla gestione finanziaria 2023 dell’ente portuale.

Al centro della vicenda ci sono l’aumento del costo del personale, il riconoscimento di compensi incentivanti aggiuntivi ai dirigenti coinvolti nella struttura commissariale della Darsena Europa e la gestione dell’avvalimento del personale tra Autorità portuale e struttura commissariale.

Secondo quanto riportato dalla Corte dei Conti, la struttura commissariale della Darsena Europa – istituita con Dpcm del 16 aprile 2021 – avrebbe utilizzato personale dell’Autorità portuale tramite l’istituto dell’avvalimento senza però una convenzione formalmente sottoscritta. Convenzione che è arrivata soltanto il 13 aprile 2026, dopo l’emersione pubblica della questione attraverso articoli pubblicati dalla stampa.

Una tempistica che ha alimentato ulteriori polemiche. Nella convenzione viene infatti spiegato che la necessità dell’accordo nasceva dal “venir meno della coincidenza fisica tra il rappresentante legale dell’Adsp Mts ed il commissario straordinario”, formula che nell’interrogazione viene definita “confusa e insufficiente a giustificare anni di gestione senza una disciplina formale dei rapporti tra i due enti”.

Ma il passaggio più delicato riguarda gli emolumenti riconosciuti ai dirigenti. La Corte dei conti, con nota del 15 dicembre 2025, ha avviato un contraddittorio anticipato ipotizzando un possibile contrasto con il principio di omnicomprensività della retribuzione dirigenziale previsto dal decreto legislativo 165 del 2001. Secondo l’Autorità portuale, tuttavia, quella normativa non sarebbe applicabile al caso specifico.

Nel frattempo resta pesante il quadro economico evidenziato dalla magistratura contabile: un disavanzo stimato in circa 47,1 milioni di euro e un continuo aumento dei residui attivi e passivi, soprattutto legati alle opere in conto capitale e ai ritardi nello smaltimento delle pratiche.

Da qui la richiesta avanzata al governo: avviare verifiche approfondite sull’operato dell’Autorità portuale del Mar Tirreno Settentrionale per chiarire eventuali criticità nella governance, possibili commistioni tra funzioni di indirizzo e gestione e presunte carenze di trasparenza.

La partita ora passa al ministero delle infrastrutture, chiamato a decidere se aprire un accertamento formale su una delle opere strategiche più discusse del sistema portuale italiano.

© Riproduzione riservata

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