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Più mezzi e sanitari sul territorio per l’emergenza-urgenza: al via la nuova organizzazione

Le novità coinvolgeranno in maniera significativa sia l’area livornese sia quella delle Valli Etrusche: obiettivo ridurre i tempi di intervento

LIVORNO – Da lunedì (18 maggio) entrerà ufficialmente in vigore la nuova organizzazione del sistema di emergenza territoriale 118 nella provincia di Livorno, nell’ambito della riforma regionale prevista dalla delibera della Regione Toscana 1424 del 12 dicembre 2022, che ha approvato le Linee di indirizzo per l’aggiornamento e l’armonizzazione del sistema regionale di emergenza sanitaria territoriale.

La riorganizzazione interesserà il territorio dell’Azienda Usl Toscana nord ovest e coinvolgerà in maniera significativa sia l’area livornese sia quella delle Valli Etrusche, con un importante incremento dei mezzi di soccorso avanzato e del personale sanitario operativo sul territorio.

Nello specifico, sulla città di Livorno si passerà da 3 a 5 sanitari operativi sui mezzi avanzati di emergenza territoriale, nelle Valli Etrusche il potenziamento sarà ancora più significativo, con il passaggio da 4 a 8 sanitari complessivamente impiegati nella rete dell’emergenza-urgenza.

Il nuovo assetto prevede, per l’area livornese, due automediche operative h24, un’ambulanza infermieristica h12 nel comune di Livorno e un’ambulanza infermieristica h24 nel territorio di Collesalvetti.

Nelle Valli Etrusche saranno invece attive un’ambulanza infermieristica h24 a Rosignano, un’automedica h24 a Cecina, un’ambulanza infermieristica h12 a Donoratico, un’ambulanza infermieristica h24 a Venturina, un’automedica h24 a Piombino e un’ambulanza infermieristica h12 a Piombino.

L’obiettivo della riforma è quello di costruire una risposta all’emergenza sempre più moderna, integrata e capace di superare i localismi, mettendo al centro il paziente e il suo corretto indirizzamento verso la struttura ospedaliera più appropriata in relazione alla patologia da trattare.

Si rafforza così un modello organizzativo in rete, articolato su più livelli. Alla base rimane fondamentale la presenza capillare delle ambulanze Blsd con a bordo i soccorritori delle associazioni di volontariato, presidio essenziale di prossimità e primo intervento sui territori.

A questa rete si affianca e si integra il sistema dei mezzi di soccorso avanzato, composto da ambulanze infermieristiche e automediche con equipe medico-infermieristiche, in grado di garantire sul territorio competenze cliniche avanzate e una gestione precoce delle principali emergenze.

La riforma regionale riconosce inoltre il ruolo strategico dell’infermieristica nell’emergenza sanitaria territoriale, valorizzando professionisti formati per operare attraverso protocolli basati su evidenze scientifiche internazionali, strumenti di telemedicina e percorsi assistenziali avanzati già nella fase pre-ospedaliera.

Tra i principali obiettivi del nuovo sistema figurano la riduzione dei tempi di intervento, il miglioramento dell’outcome dei pazienti colpiti da arresto cardiaco e delle patologie del cosiddetto first hour quintet (ictus – trauma maggiore – arresto cardiaco – sindrome coronarica acuta – insufficienza respiratoria acuta a cui si aggiunge anche la sepsi).

Il nuovo modello organizzativo punta a consolidare un sistema di emergenza territoriale capace di lavorare in maniera coordinata, garantendo una risposta più efficace alle esigenze dei cittadini. L’integrazione tra volontariato e personale sanitario consentirà una gestione più tempestiva degli interventi e una migliore presa in carico dei pazienti fin dalle prime fasi dell’emergenza, ottimizzando il collegamento con la rete ospedaliera e le strutture specialistiche del territorio.

© Riproduzione riservata

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