LIVORNO – L’onorevole Andrea Crippa, commissario regionale della Lega Toscana, e Carlo Ghiozzi, segretario provinciale della Lega Livorno, sono intervenuti sulla nomina di Pierpaolo Danieli a segretario generale dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Settentrionale, voluta dal Ppesidente Davide Gariglio.
“Prendiamo atto – dicono – della nomina del dottor Danieli, ma non possiamo esimerci dal sottolineare come questa decisione arrivi con un ritardo ingiustificabile. È passato un intero anno da quando Davide Gariglio ha assunto la guida del porto di Livorno. Un anno di gestione caratterizzato da una preoccupante stasi, dove l’ordinaria amministrazione sembra essere diventata un optional e le grandi sfide dello scalo sono rimaste al palo. È da evidenziare come la mancanza di una figura di garanzia come il segretario generale per tutti questi mesi abbia pesato come un macigno sulla competitività dello scalo. Non è accettabile che uno dei porti più importanti d’Italia debba attendere i tempi della politica o le incertezze di una presidenza che, finora, ha brillato solo per la sua lentezza e procrastinazione dei necessari interventi”.
“Il quadro dipinto si fa ancora più critico quando si vengono a toccare i temi della trasparenza e della correttezza amministrativa: i ritardi non sono l’unico problema. Le cronache e i documenti ufficiali, inclusa la relazione ispettiva del Mit, parlano di una gestione che ha attirato l’attenzione della Corte dei Conti – proseguono Crippa e Ghiozzi – e fatto scattare ispezioni ministeriali presso l’ente. Le negligenze evidenziate in tema di bilanci e procedure non sono semplici sviste, ma il segnale di una guida che non ha saputo dare fin da subito un’impronta di rigore alla macchina portuale ma anzi, tutto è proceduto nel solco tracciato in precedenza. In particolare si sottolinea la mancata pubblicazione dei contratti dirigenziali, rimasti “segreti” nonostante gli obblighi di trasparenza; si profilerebbe poi un rischio di responsabilità erariale per il Presidente Gariglio il quale secondo alcune interpretazioni avrebbe dovuto sospendere le erogazioni economiche aggiuntive potenzialmente non conformi alla Legge in attesa dei pronunciamenti della magistratura contabile, oltre all’eventuale mancata rotazione o sostituzione di dirigenti già coinvolti in gestioni precedenti finite sotto la lente degli ispettori”.
“Un altro punto di forte debolezza riguarda il posizionamento istituzionale del presidente dell’AdSP rispetto alle recenti tensioni tra il Comune di Livorno e il rappresentante del governo in città – proseguono Crippa e Ghiozzi – Troviamo sconcertante che il presidente Gariglio non abbia mai preso le distanze dalle dichiarazioni del sindaco Luca Salvetti, il quale ha più volte attaccato aspramente il prefetto in merito alla sua nomina a commissario per i lavori della Darsena Europa. Il silenzio di Gariglio di fronte a un attacco così sguaiato verso un rappresentante dello Stato — scelto proprio per accelerare le opere strategiche che il porto attende da anni — è la prova di una debolezza politica che Livorno non merita. Chi guida il porto dovrebbe difendere le istituzioni e le procedure di sblocco dei cantieri, non avallare col silenzio le polemiche di parte, specie quando il contratto d’appalto della stessa Darsena Europa risulta ancora non pubblicato sul sito dell’organo commissariale”.
“In conclusione, la Lega esprime un giudizio netto sull’operato della presidenza a dieci mesi dal suo insediamento – concludono l’onorevole e il segretario provinciale – siamo profondamente perplessi e delusi. Quello che doveva essere l’anno del rilancio è stato, nei fatti, un anno letteralmente buttato via. Livorno è uno scalo strategico nazionale ed internazionale e non può permettersi i ritmi di una gestione che appare più interessata agli equilibri politici locali e alle ripicche interne piuttosto che al mercato globale. Ad oggi, ci aspetteremmo risultati consolidati; invece, ci troviamo ancora a commentare nomine tardive e richiami degli organi di controllo. La città e i lavoratori portuali non meritano un tale trattamento”.



