LIVORNO – Un attacco diretto, politico e istituzionale, che potrebbe rappresentare molto più di una semplice interrogazione parlamentare. Il senatore Manfredi Potenti accende i riflettori sull’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale e, in particolare, sulla gestione del presidente Davide Gariglio, sollevando dubbi che potrebbero preludere a scenari ben più rilevanti, fino all’ipotesi di un commissariamento.
Il documento, pubblicato ufficialmente sul sito del Senato della Repubblica, mette nero su bianco una serie di contestazioni circostanziate indirizzate al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Non si tratta quindi di indiscrezioni, ma di un atto parlamentare formale che imprime ulteriore peso politico alle accuse.
Nel testo, Potenti mette in discussione la legittimità di alcune scelte organizzative e amministrative dell’Autorità portuale di Livorno.
L’interrogazione entra nel merito anche delle osservazioni emerse dalla relazione degli ispettori sulla precedente gestione: “Ancora oggi – si legge nell’interrogazione – la
gestione del presidente dell’Autorità Davide Gariglio, da oltre 10 mesi alla guida dell’ente, alcuna determinazione è stata assunta in ordine alla posizione dei dirigenti e dei premi economici loro attribuiti, sulla pubblicazione degli atti e del contratto di appalto della Darsena Europa sul sito dell’organo commissariale, pur essendo questi sottoposti a rigidi criteri di trasparenza e conoscibilità, né altro atto è stato assunto per correggere le denunciate compromissioni emerse dall’azione ispettiva. Di tale grave inadempimento deve ritenersi responsabile il presidente, e anche quello attualmente in carica”.
L’interrogazione parlamentare non si limita a chiedere chiarimenti, ma sollecita esplicitamente il ministero a verificare la correttezza delle procedure adottate e a intervenire qualora emergano irregolarità. È qui che il tono politico si fa più incisivo: l’iniziativa di Potenti appare come un attacco frontale alla governance dell’Autorità portuale e, allo stesso tempo, come un possibile primo passo verso misure più drastiche.
Nel contesto amministrativo italiano, infatti, situazioni di opacità gestionale, violazioni normative o gravi anomalie procedurali possono condurre all’avvio di un commissariamento. Ed è proprio questa l’ombra che ora si allunga su Palazzo Rosciano.
Se da un lato sarà necessario attendere le verifiche ministeriali, dall’altro il segnale politico è chiaro: la gestione Gariglio è entrata nel mirino. E quella che oggi appare come una richiesta di chiarimenti, formalizzata e resa pubblica sul sito del Senato, potrebbe trasformarsi in un passaggio decisivo per il futuro dell’autorità portuale di Livorno.



