LIVORNO – La storia dei diritti, della democrazia industriale e della difesa della dignità umana celebra un traguardo secolare nel territorio toscano. L’iniziativa dal titolo “La storia al lavoro”, organizzata al Cinema Teatro 4 Mori, accende i riflettori sui 125 anni della Fiom a Livorno, diventando l’occasione per tracciare un bilancio profondo sul ruolo del sindacato e unendo le radici nate il 16 giugno 1901 nella sede della Fratellanza Artigiana alle sfide contemporanee del mercato occupazionale.
Le celebrazioni del compleanno della Federazione italiana fra gli operai metallurgici (Fiom) sono iniziate ieri (15 giugno) con l’assemblea dei delegati under 35 e la scopertura della targa celebrativa in piazza dei Domenicani 16. Oggi (16 giugno), nel giorno esatto dell’anniversario, il palco si è riempito di ospiti illustri. Ad aprire la giornata sono stati i saluti di Massimo Braccini, segretario generale della Fiom Livorno, del sindaco Luca Salvetti e di Gianfranco Francese, segretario generale della Cgil Livorno.
“La Fiom non ha mai rappresentato soltanto una categoria ma un’idea – spiega Massimo Braccini – l’idea che il lavoro non sia una merce, che le persone vengano prima del profitto”. Il sindacato esiste se fa giustizia, prosegue il segretario, ricordando come i diritti attuali siano il frutto di conquiste, scioperi e sofferenze di donne e uomini che hanno alzato la testa.
Il sindaco Salvetti ha inserito le celebrazioni nella cornice identitaria cittadina, evidenziando il filo conduttore che unisce la resistenza ottocentesca agli austriaci e la nascita del sindacato nel 1901 alle tutele odierne. Una sinergia con il Comune che ha permesso di superare le crisi industriali e che si traduce nel manifesto del Lavoro Buono per il salario minimo. “Se un Comune fa questo – sottolinea Salvetti – io non comprendo perché un governo nazionale non arrivi a fare scelte di questo genere”.
Il testo del Lavoro Buono, siglato ad aprile, si propone proprio come una bussola valoriale per rimettere al centro la persona davanti alle sfide dell’intelligenza artificiale e dello sviluppo tecnologico. Il documento punta a orientare la formazione, i servizi per l’impiego e gli appalti verso la qualità occupazionale, unendo istituzioni e parti sociali nel segno dell’articolo 1 della Costituzione.
Nel corso del dibattito si sono succeduti interventi di altissimo profilo istituzionale e sociale, tra cui l’ambasciatrice della Palestina in Italia Mona Abuamara, il costituzionalista Gaetano Azzariti, il presidente di Libera Luigi Ciotti, il presidente dell’Arci Walter Massa, la presidente di Emergency Rossella Miccio, il presidente dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo e la segretaria nazionale della Cgil Francesca Re David.
Il rettore ha poi citato le parole di Bruno Buozzi sull’obbligo dei sindacati di agire per la pace e non per la guerra, lanciando un pesante affondo politico contro l’attuale esecutivo romano: “Benito Mussolini fu un feroce sostenitore dell’entrata in guerra; il fascismo nasce nel segno della guerra e trascinerà il paese nel conflitto. Ancora oggi gli allievi di Mussolini, quelli che ci governano, predicano il riarmo, propongono il Nobel per la pace a Donald Trump e sostengono che la festa della Nazione non dovrebbe essere né il 25 aprile né il 2 giugno, ma il 4 novembre. Questo dimostra che non sono mai cambiati”
I lavori della intensa giornata per i 125 anni della Fiom a Livorno, che ha visto anche la partecipazione del segretario generale della Cgil Maurizio Landini, sono stati infine conclusi dall’intervento del segretario generale della Fiom, Michele De Palma, che ha rilanciato l’impegno sindacale per i diritti universali di tutti i lavoratori. Con questo importante anniversario, e con le riflessioni condivise sul palco del Teatro 4 Mori, Livorno si dimostra ancora una volta culla della coscienza civile e dei diritti dei lavoratori, riaffermando la sua storica vocazione democratica e antifascista.


