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Piombino, a Punta Falcone il cielo scende a terra con l’installazione multimediale ‘Argo Navis’

Dal 19 giugno al 9 luglio il promontorio ospita il sedicesimo capitolo del progetto di Luca Serasini. Un percorso per ascoltare la voce della costellazione perduta

PIOMBINO – Riportare il corpo umano dentro il cielo, connettendo l’esperienza sensibile alla dimensione cosmologica. Da questa suggestione nasce Argo Navis, voci da una costellazione dimenticata, l’installazione artistica site-specific e interattiva firmata da Luca Serasini che sarà ospitata nel suggestivo scenario del Parco di Punta Falcone dal  venerdì 19 giugno al 9 luglio. L’evento, che conta sul patrocinio del Comune di Piombino, è nato da un’idea di Marco Formaioni ed è organizzato dall’Associazione Astrofili Piombino insieme all’Associazione Microcosmo. L’inaugurazione ufficiale è fissata per venerdì 19 giugno alle 18.

L’opera rappresenta il sedicesimo capitolo del Progetto Costellazioni, che Serasini porta avanti dal 2013 tra Italia ed Europa, e si concentra su Argo Navis: l’unica tra le 48 costellazioni tolemaiche a essere stata irreversibilmente smembrata dall’Unione Astronomica Internazionale in quattro zone distinte (Poppa, Vela, Carena e Bussola), cancellando di fatto dalle mappe celesti il mitico vascello che trasportò Giasone e gli Argonauti alla ricerca del Vello d’Oro.

L’allestimento si adatta alla geomorfologia vulcanica del promontorio di Punta Falcone, snodandosi attraverso due componenti principali, una interattiva e una visiva.

La sezione interattiva prevede il posizionamento di tre telefoni d’epoca a disco combinatorio sul bordo della casermetta del promontorio. Al passaggio dei visitatori i telefoni squilleranno: sollevando la cornetta si potrà ascoltare una traccia audio in cui tre voci femminili (interpretate da Leila Cerri, Barbara Benincasi e Maria Hofheinz, su testi di Elisa Saeli e A.M.) impersonano le tre parti della nave perduta. Ogni telefono racconterà una diversa dimensione temporale e psicologica: la Poppa (Puppis) analizzerà la nostalgia del passato, la Vela (Vela) la forza del presente e la Carena (Carina) la speranza del futuro. Le tracce saranno disponibili in italiano e, componendo il numero 2, in inglese.

Dalla stazione telefonica sarà possibile osservare la seconda parte dell’opera, quella visiva, allestita in una radura circondata dalla fitta vegetazione. Qui l’artista ha posizionato una serie di dischi in legno rivestiti di TNT bianco a simboleggiare le stelle, con diametri variabili a seconda della loro magnitudo. La loro disposizione sul terreno non ricalcherà l’esatta mappatura celeste, ma ricercherà volutamente una configurazione caotica per evocare il senso di smarrimento del naufragio e, al contempo, l’emozione di una nuova partenza. L’installazione e i telefoni (alimentati a bassa tensione a 12 volt) resteranno attivi e accessibili al pubblico tutti i giorni dalle 8 alle 20.

© Riproduzione riservata

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