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Porto di Cecina, Tenerini (FI): “Il Comune si è svegliato solo per tutelare i propri crediti”

L'onorevole azzurra: "Due pesi e due misure rispetto a quando si trattava di tutelare i cittadini rimasti senza rogito per il posto barca"

CECINA – “Sul porto di Cecina colpisce una cosa più di tutte: il Comune oggi mostra indignazione, fermezza e tono battagliero perché una parte dei propri crediti rischia di non essere riconosciuta. Bene, è giusto difendere le ragioni dell’ente e quindi i soldi della collettività. Ma quella stessa forza non si è vista quando circa 140 cittadini, che avevano pagato per un posto barca senza arrivare al rogito definitivo, si sono ritrovati improvvisamente senza una tutela reale”. Lo dichiara l’onorevole Chiara Tenerini, segretario provinciale di Forza Italia Livorno, intervenendo sulla vicenda della Porto di Cecina Spa dopo le ultime dichiarazioni della sindaca Burgalassi.

“Qui non parliamo di paperoni con lo yacht a Cecina come passatempo estivo – spiega Tenerini – Parliamo di famiglie, cittadini, persone normali, spesso del territorio, che avevano investito somme importanti, in alcuni casi decine di migliaia di euro, dentro un’operazione presentata per anni come strategica, sociale, utile alla città. Quando quelle persone hanno visto crollare le proprie aspettative, il Comune non ha battuto un colpo con la stessa intensità che mostra oggi per i propri crediti. Ed è questo il punto politico. Per anni l’interesse sociale è stato usato come argomento per non rompere, non fermare, non creare scossoni, non far saltare il banco. Si diceva che bisognava andare avanti per tutelare tutti: chi aveva rogitato, chi non aveva ancora rogitato, chi aveva creduto nel progetto. Alla fine il banco è saltato comunque, ma nel modo peggiore: sulle spalle dei cittadini, dei soci, del Comune e dell’intera collettività”.

“Il Comune non era uno spettatore seduto in tribuna con il binocolo – ricorda l’onorevole – Era titolare della concessione demaniale, creditore e soggetto chiamato a presidiare l’interesse pubblico. Proprio per questo oggi non basta indignarsi. Bisogna spiegare che cosa è stato fatto prima, quali garanzie sono state attivate, quali fideiussioni potevano essere escusse, quali obblighi convenzionali sono stati fatti valere e quali strumenti sono stati davvero utilizzati per evitare che la situazione arrivasse a questo punto”.

C’è poi un tema che non può essere liquidato con due frasi di circostanza: le consulenze. In questi anni il Comune ha speso risorse per incarichi e attività legate alla gestione della transizione del porto. A cosa sono servite? Se dopo anni di consulenze ci ritroviamo con cittadini penalizzati, crediti comunali contestati, porto in liquidazione giudiziale e opere decisive ancora incerte, allora qualcuno deve spiegare non solo quanto è stato speso, ma quale risultato concreto sia stato ottenuto – conclude Tenerini – Per anni il porto è stato trattato, a seconda delle convenienze, ora come una vicenda quasi privata, ora come una grande questione pubblica. La verità è che pubblica lo è sempre stata: perché riguarda una concessione demaniale, l’economia del territorio, la sicurezza idraulica, il destino di molte famiglie, i crediti del Comune e il futuro stesso di Cecina. E infatti oggi non si può parlare solo dei crediti comunali. Bisogna dire anche che fine faranno le opere collegate all’area portuale. Che ne sarà del ponte di via Volterra? Qual è lo stato reale delle opere di messa in sicurezza? Che fine ha fatto il tema del dragaggio della foce? Quali obblighi restano in piedi e chi dovrà farsene carico? Sono domande concrete, non polemiche ornamentali. Sul porto di Cecina il problema non è solo giudiziario o contabile. È una vicenda che racconta anni di rinvii, ambiguità, garanzie non presidiate fino in fondo e scelte mai chiarite. Oggi il Comune fa bene a difendere i propri crediti, ma avrebbe dovuto avere la stessa energia quando a essere travolti erano i cittadini.                            . E come spesso accade, quando la politica rinvia, alla fine pagano gli altri”.

© Riproduzione riservata

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