PIOMBINO – La questione ambientale di Ischia di Crociano torna a scuotere il territorio. Il Comitato salute pubblica di Piombino e della Val di Cornia ha riacceso i riflettori sul Progetto Rinascenza, contestando duramente la recente proroga della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e l’accordo raggiunto tra l’amministrazione comunale e la società di gestione.
La preoccupazione principale riguarda la nascita, di fatto, di una nuova discarica in un’area che i cittadini attendono di veder bonificata da decenni. Il progetto prevede l’ampliamento e la riprofilatura delle discariche esistenti (ex Lucchini ed ex Asiu), consentendo il conferimento di ulteriori 350mila metri cubi di rifiuti in un sito che dista meno di 500 metri dai centri abitati di Colmata e Montegemoli. Per il Comitato, si tratta di una scelta inaccettabile, aggravata dal fatto che gli strumenti urbanistici comunali prevederebbero per quell’area la realizzazione di un parco pubblico. Oltre alla vicinanza alle case, a preoccupare è la tenuta strutturale del sito: rapporti tecnici del passato hanno evidenziato criticità sui teli di fondo delle vecchie discariche e l’aggiunta di nuovi pesanti carichi potrebbe causare cedimenti del terreno, portando i rifiuti a diretto contatto con la falda superficiale, situata a soli due metri e mezzo di profondità.
Il Comitato contesta apertamente il cambio di rotta del Comune di Piombino, che con un recente accordo ha rinunciato ai ricorsi legali e ai pareri negativi espressi negli anni scorsi. L’amministrazione sostiene che l’intesa favorirà lo smaltimento dei rifiuti derivanti dalle bonifiche locali e dalla futura siderurgia, ma per i rappresentanti dei cittadini questa garanzia non esiste.
Il timore è che, in assenza di bonifiche certe o di una ripartenza immediata delle fabbriche, la discarica finisca per accogliere rifiuti speciali provenienti dal mercato esterno, inclusi scarti organici e biodegradabili che potrebbero causare forti disagi odorigini alla popolazione. “Non è stato stabilito alcun limite chiaro alla quantità di rifiuti speciali provenienti da fuori”, sottolineano dal comitato, vedendo nell’affidamento al privato un modo per eludere la responsabilità pubblica della bonifica integrale dell’area.
La richiesta che arriva dal territorio è chiara: la previsione di nuovi conferimenti deve essere cancellata e l’area deve essere bonificata dallo Stato, recuperando poi le spese dai responsabili dell’inquinamento. Il comitato sollecita la Regione Toscana a compiere approfondimenti tecnici e sanitari urgenti, ricordando che Piombino sta già pagando un prezzo altissimo in termini ambientali con la presenza del rigassificatore e di altri progetti industriali impattanti. Per esporre queste criticità, è stato richiesto un incontro urgente con l’assessore regionale Davide Barontini, auspicando che le istituzioni ascoltino la voce di una comunità che chiede il diritto alla salute e alla riconversione verde del proprio territorio.



