PIOMBINO – Parcheggio selvaggio a Baratti, per Piombino Domani la questione non può essere risolta “con le ganasce bloccaruote, né con una campagna di controlli straordinari. Può essere risolta solo con una scelta politica chiara: Baratti è un bene comune a capacità limitata e va gestito come tale”.
“Da anni assistiamo – dice il gruppo di opposizione – allo stesso copione: ogni estate Baratti torna alla ribalta, ogni estate la colpa viene scaricata su qualcun altro — i turisti indisciplinati, i lucchetti rotti, la segnaletica mancante. Stavolta è toccato ai campionati italiani di fondo: un evento sportivo di rilievo, spostato a Baratti per avverse condizioni meteo, e il Comune si è trovato impreparato. Anziché ammettere l’errore organizzativo, si risponde con le ganasce. In realtà Baratti, così come il resto della costa, non ha bisogno di più sanzioni. Ha bisogno di una visione. Uno spazio finito — in termini di parcheggi, di arenile, di ecosistema — non può essere gestito aprendo i cancelli a chiunque e punendo chi entra. Occorre regolare gli accessi a monte, non reprimere i comportamenti a valle”.
“Non intendiamo fare polemiche fini a sé stesse. Vogliamo invece contribuire al dibattito con proposte concrete, che riteniamo realizzabili già nel breve periodo – dice Piombino Domani – Chiusura regolamentata al traffico privato. Nelle ore di punta e nei giorni di maggiore afflusso, Baratti deve essere regolamentata: è la condizione minima per preservare l’area. Navetta potenziata e gratuita. Il parcheggio alle Caldanelle va attivato con un servizio navetta frequente, gratuito e con orari ampi — non come sperimentazione stagionale, ma come infrastruttura stabile. Il collegamento diretto con il parcheggio di Baratti va garantito tutto il giorno e sin da subito. Collegamento nautico da Salivoli. Attivare uno o due servizi di trasporto via mare da Salivoli a Baratti, a tariffe accessibili, consentirebbe di distribuire i flussi riducendo la pressione sulla viabilità terrestre e offrendo un’esperienza di accesso coerente con la qualità del luogo. Monitoraggio dei flussi. Prima della prossima stagione, il Comune deve dotarsi di dati reali: conteggio dei transiti veicolari, rilevamento delle presenze sull’arenile, stima della capacità di carico. Senza questi strumenti non è possibile pianificare né negoziare con gli operatori. Confronto con gli operatori. Il flusso di visitatori non è automaticamente sinonimo di qualità economica per chi lavora a Baratti. Regolare gli accessi significa anche valorizzare l’esperienza e proteggere nel tempo la reputazione del luogo. È un investimento, non una limitazione”.
“Ma il problema non riguarda solo Baratti – conclude Piombino Domani – Mentre l’attenzione mediatica si concentra sul golfo, il resto della costa piombinese continua a scontare anni di ritardi e abbandono. I lavori di rifacimento a Calamoresca procedono a rilento, con tempi incompatibili con le esigenze di una stagione balneare già avviata. A Salivoli la presenza di Terna resta un elemento di degrado visivo e funzionale irrisolto. Lungo tutta la costa est mancano i servizi igienici pubblici, forse sono aperti giusto nei fine settimana, mentre il parcheggio sotto gli alberi alla Sterpaia è ancora interdetto, con la sosta a pagamento dal 28 marzo”.


