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Nuoto di fondo a Baratti, proteste per le auto parcheggiate nella pineta del parco archeologico

Le proteste per il parcheggio selvaggio nel golfo di Baratti durante le gare: l'area è protetta da vincoli paesaggistici

PIOMBINO – Il campionato italiano di nuoto di fondo a Baratti finisce al centro di una dura polemica per la gestione dell’ordine pubblico e della tutela ambientale. Durante lo svolgimento della competizione sportiva nazionale, svoltasi domenica, decine di vetture hanno invaso la storica pineta, un’area sottoposta a rigidi vincoli paesaggistici e ambientali per le sue peculiarità naturali. La zona si trova a ridosso del parco archeologico di Baratti e Populonia, un sito di immenso valore storico per la presenza delle necropoli etrusche.

Il golfo della Costa degli Etruschi, caratterizzato da un ecosistema fragile composto da dune, retroduna e alberi secolari, è stato trasformato in un parcheggio a cielo aperto. La situazione ha sollevato forti proteste da parte dei residenti e degli ambientalisti, che hanno denunciato anche la presenza di persone intente a campeggiare abusivamente all’interno dell’area protetta.

La critica principale riguarda la pianificazione logistica della manifestazione. Gli oppositori si chiedono come sia possibile strutturare il campionato italiano di nuoto di fondo a Baratti senza predisporre un piano idoneo per regolare gli accessi automobilistici. Per l’area sono infatti disponibili i posteggi scambiatori nella zona delle Caldanelle, dove si sarebbero potuti deviare i mezzi dei partecipanti e dell’organizzazione, oltre a un apposito servizio di navette dedicate.

A far discutere è anche il cambio di programma dell’ultimo minuto. La competizione, considerata un’importante vetrina per il territorio, era inizialmente prevista a Piombino, nella centrale piazza Bovio, ma le forti raffiche di scirocco e il mare mosso hanno costretto gli organizzatori a spostare il campo di gara nelle acque più riparate del golfo. Le condizioni meteo avverse erano comunque prevedibili e, secondo i critici, lo spostamento dell’evento avrebbe dovuto comportare un’organizzazione preventiva dei flussi di traffico e un dispiegamento immediato della polizia municipale, i cui agenti sarebbero invece intervenuti sul posto soltanto nel pomeriggio.

La vicenda riapre il dibattito sulla reale applicazione dei principi di sostenibilità durante i grandi eventi pubblici e sulla necessità di coniugare lo sviluppo turistico con il rispetto delle regole. Le associazioni locali e i cittadini chiedono adesso chiarimenti formali all’assessore competente per fare luce sulle criticità riscontrate nella gestione del campionato italiano di nuoto di fondo a Baratti e per conoscere le misure che l’amministrazione intende adottare per evitare il ripetersi di simili episodi.

© Riproduzione riservata

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