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mercoledì 3 Giugno 2026
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Vertenza Pierburg-Rheinmetall, vendita unilaterale degli stabilimenti: proclamato lo sciopero

La denuncia di Fiom Cgil e Rsu dopo la scelta del colosso della difesa di cedere i siti di Livorno e Lanciano: "Scelta gravissima, il governo blocchi l'iter"

LIVORNO – Una frattura sindacale senza precedenti rischia di accendere i riflettori nazionali sulla gestione delle relazioni industriali nel nostro Paese. I rappresentanti di Fiom Cgil Livorno e la Rsu Pierburg hanno denunciato l’azione autonoma e unilaterale intrapresa dal colosso Rheinmetall, che sta procedendo alla vendita degli stabilimenti Pierburg di Livorno e Lanciano. Secondo quanto riferito dalle sigle dei lavoratori, l’azienda starebbe portando avanti l’operazione ignorando completamente il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e disattendendo tutti gli impegni assunti in precedenza al tavolo istituzionale.

Il sindacato ha definito questo comportamento inaccettabile e gravissimo, sottolineando che non si tratta di una questione formale: non presentarsi o scavalcare un tavolo convocato dal Governo significa calpestare il ruolo delle istituzioni, oltre che i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. La nota sindacale rimarca come Rheinmetall non sia un’azienda in crisi, bensì un gigante del settore della difesa che genera miliardi di euro di utili, in parte ottenuti anche grazie a importanti commesse dello Stato italiano finanziate con denaro pubblico. Nonostante la solidità economica, la multinazionale ha scelto di cedere i propri siti italiani dell’automotive civile a un fondo di investimenti che le stesse organizzazioni sindacali tedesche definiscono esplicitamente speculativo.

Di fronte a questo scenario e per impedire che l’operazione si consumi nell’ombra, è stato proclamato un pacchetto di sciopero per la giornata di domani (giovedì) 4 giugno. Per quanto riguarda il personale del primo turno e i giornalieri, l’astensione sarà di due ore dalle 10 alle 12, arco di tempo in cui si terranno un presidio e un’assemblea davanti ai cancelli dello stabilimento. Per i turni successivi, la protesta prevede due ore di sciopero a fine turno. Il presidio di domani sarà un momento fondamentale per dare massima visibilità alla vertenza e informare l’opinione pubblica e le istituzioni locali della gravità della situazione.

Contestualmente alla mobilitazione, i rappresentanti dei lavoratori hanno indirizzato una serie di richieste tassative al Governo. In primo luogo, si pretende la convocazione urgente di Rheinmetall al MIMIT con un delegato che abbia un reale mandato negoziale, insieme al blocco immediato di qualsiasi iter di cessione in assenza di una discussione preventiva con le parti sociali. Viene inoltre chiesto di garantire ai dipendenti italiani le medesime tutele occupazionali assicurate ai colleghi in Germania e, infine, di vincolare le future commesse pubbliche destinate a Rheinmetall al rispetto rigoroso degli impegni presi in sede ministeriale. I sindacati concludono con un duro monito, chiedendo di fermare l’erogazione di fondi pubblici a realtà industriali che scelgono di delocalizzare, vendere e ignorare il confronto con i lavoratori.

© Riproduzione riservata

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