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Isola d’Elba, anfora romana nascosta in una proprietà privata: denunciato un uomo per ricettazione

Il reperto risalente al I secolo d.C. e proveniente dalla Spagna è stato individuato dai carabinieri a Porto Azzurro: sarà custodito al centro culturale De Laugier

PORTO AZZURRO – Un importante reperto archeologico di epoca romana è stato recuperato all’Isola d’Elba nel corso di un’operazione condotta dai carabinieri della stazione di Porto Azzurro. Il manufatto storico è stato individuato all’interno di una proprietà privata, riscontro che ha fatto scattare una denuncia per l’ipotesi di reato di ricettazione a carico del possessore.

I dettagli del ritrovamento,  rivelano che la scoperta è avvenuta quasi per caso. I militari si erano recati per un sopralluogo in un terreno situato nell’entroterra elbano nell’ambito di un’attività investigativa parallela. Durante gli accertamenti, nascosto tra la fitta vegetazione, gli operanti hanno notato un grande manufatto in terracotta. Le particolari caratteristiche del pezzo hanno spinto i carabinieri ad attivare immediatamente i protocolli previsti per la tutela del patrimonio culturale, chiedendo l’intervento del nucleo carabinieri tutela patrimonio culturale e dei funzionari della competente Soprintendenza.

Gli approfondimenti tecnici eseguiti in collaborazione con gli specialisti del Ministero della Cultura hanno confermato l’eccezionale valore storico del pezzo: si tratta di un’anfora romana del tipo Haltern 70, databile nella seconda metà del I secolo dopo Cristo. Il contenitore, originario dell’antica Hispania Baetica (corrispondente all’attuale Spagna meridionale), veniva utilizzato in epoca imperiale per il trasporto marittimo di vino, mosto cotto e altri generi alimentari. L’analisi del manufatto ha inoltre evidenziato segni compatibili con un recupero avvenuto in ambiente marino, confermando che la sua detenzione era del tutto al di fuori dei canali legali previsti dalla normativa vigente sui beni culturali.

Crediti: Foto carabinieri

Al termine degli accertamenti, un uomo residente sull’isola è stato denunciato. Per il reato contestato sono previste sanzioni di natura penale, fermo restando che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità dell’indagato sarà accertata solo a seguito di una sentenza irrevocabile di condanna. Il prezioso reperto, riconosciuto di indiscutibile interesse archeologico, è stato formalmente acquisito al patrimonio dello Stato e affidato in custodia alla Soprintendenza. L’ente ne curerà la conservazione e la valorizzazione all’interno del deposito del centro culturale De Laugier di Portoferraio.

© Riproduzione riservata

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