LIVORNO – Una dodicenne accerchiata e minacciata di morte in un parco pubblico perché non indossava abiti conformi alle regole islamiche.
La denuncia, presentata in questura da una madre di 45 anni originaria del Bangladesh ma residente a Livorno, ha fatto scoppiare un vero e proprio caso politico. I fatti, consumati al parco del Parterre durante un pomeriggio di giochi, descrivono il blitz di un gruppo di adulti connazionali guidati da una donna in burqa, che avrebbe intimato alla bambina di coprirsi in quanto figlia di un musulmano. Di fronte al rifiuto della piccola, la situazione è degenerata in intimidazioni verbali e minacce, scatenando il panico nella giovane vittima, che ora si rifiuterebbe persino di uscire di casa.
La vicenda solleva il velo su una realtà complessa, definita nella querela come una pressione sistematica operata da un gruppo radicale per indottrinare e imporre il rigore religioso alla comunità bengalese locale, anche a costo di minacciare chi difende la propria libertà, come nel caso di questa famiglia dove la madre professa l’induismo e il padre l’islam.
Sul gravissimo episodio è intervenuto duramente il senatore della Lega Manfredi Potenti: “Aver minacciato di morte una minore per imporle il burqa – dice – in un parco pubblico è un fatto di una gravità inaudita che non può restare impunito: via dal nostro paese chi non si integra e incita alla violenza. Quanto accaduto a Livorno, dove una ragazzina di 12 anni è stata aggredita perché non indossava abiti consoni ai dettami islamici, dimostra come certa gente rifiuti categoricamente di adeguarsi alle regole occidentali e alle nostre leggi civili. E non siamo di fronte a un caso isolato”.
“Bene ha fatto la madre della giovane a rivolgersi alle forze dell’ordine per denunciare questo grave episodio – spiega Potenti – Confidiamo che le indagini portino rapidamente a individuare i responsabili: chi compie tali azioni va identificato ed espulso immediatamente dall’Italia. Auspico, inoltre, che si adottino delle cautele per monitorare questa comunità. Contro queste derive la Lega è in prima linea anche con la proposta di legge che introduce un nuovo reato per punire chi costringe altre persone a indossare tali coperture, con sanzioni che arrivano fino a 30 mila euro. Nel nostro paese – conclude – la libertà e la legalità si difendono senza arretramenti”.
Rincarano la dose il responsabile provinciale e comunale della Lega, Carlo Ghiozzi e Michele Gasparri: “Quanto accaduto al Parterre documentato da specifica querela, dove una bambina di soli 12 anni è stata aggredita e minacciata di morte, è un episodio di una gravità inaudita, fuori da ogni logica e che offende la nostra città. Esprimiamo la nostra piena vicinanza alla piccola e alla sua famiglia per il trauma subito. La misura è colma. La linea della Lega, a livello locale e nazionale, è ferma: chi viene in Italia ha il dovere imprescindibile di integrarsi, rispettando le nostre normative, la nostra cultura e i nostri costumi. Chi non vuole rispettare le nostre regole deve fare le valigie immediatamente, altrimenti deve essere espulso senza “se” e senza “ma”. Non c’è spazio nel nostro Paese per chi pensa di poter imporre modelli comportamentali antidemocratici e violenti”.
“Chi si rende protagonista di minacce di morte deve essere trattato con tolleranza zero: pretendiamo che vengano processati e puniti penalmente con la massima severità, senza alcuna scusante, attenuante o sconto di pena. A questo deve seguire, in via automatica, l’espulsione dal territorio nazionale. Per questo motivo, ribadiamo la necessità urgente di realizzare i Cpr (Centri di permanenza per i rimpatri) anche in Toscana, strutture fondamentali per agevolare e rendere concrete le espulsioni di chi non ha diritto di stare qui e si macchia di tali nefandezze. Ritardare la realizzazione di questi centri significa essere complice di queste nefandezze. La gente è stanca. Gesti simili sono totalmente incompatibili con la civiltà italiana e la nostra sicurezza. Ci domandiamo, a questo punto, dove siano le esponenti del Partito Democratico e la Commissione pari opportunità. Ci aspettiamo che si indignino pubblicamente di fronte a questa violenza, altro che le battaglie ideologiche e strumentali sul ‘patriarcato’ a cui ci hanno abituato. Quando la violenza colpisce una donna o una bambina, il silenzio della sinistra diventa complice. La Lega presenterà immediatamente una mozione in consiglio comunale per richiedere una condanna ferma e senza appelli verso gli autori di questo vile gesto. Non tollereremo ulteriori ambiguità: chiediamo a tutto il consiglio comunale di prendere una posizione chiara e netta. Basta con l’insicurezza: serve protezione per i nostri figli e rispetto assoluto per la nostra cultura”.


