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Livorno firma il Manifesto del lavoro buono e il salario minimo

Siglato in Comune lo storico documento che unisce 30 firmatari: focus su sicurezza, inclusione e l'impegno per la soglia minima di 9 euro negli appalti

LIVORNO – Il Manifesto del lavoro buono è ufficialmente realtà. Questa mattina, nella sala del Consiglio Comunale, 30 rappresentanti tra istituzioni, categorie economiche e sindacati hanno sottoscritto un documento unico in Italia, volto a definire una cornice culturale e operativa per la dignità del lavoro sul territorio. L’atto, promosso dall’amministrazione comunale dopo un percorso di confronto durato oltre un anno, è stato siglato dal sindaco Luca Salvetti, dall’assessore al Lavoro Federico Mirabelli e dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, insieme al prefetto Giancarlo Dionisi.

Il cuore del Manifesto del lavoro buono si articola su tre pilastri fondamentali: sostenibilità, sicurezza e inclusione. Sul piano della sostenibilità, il Comune di Livorno ha annunciato un’azione concreta senza precedenti: l’impegno a garantire il salario minimo a 9 euro nei rinnovi delle procedure degli appalti pubblici, supportato da un investimento diretto del bilancio comunale. Sul fronte della sicurezza, l’attenzione resta alta dopo i recenti infortuni mortali sul territorio, con l’avvio di iniziative specifiche per i cantieri delle opere pubbliche e per il contrasto allo sfruttamento nei segmenti fragili come logistica e turismo.

Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha richiamato i principi della Costituzione, definendo il protocollo un’espressione necessaria di lavoro protetto e motivato. Anche il prefetto Giancarlo Dionisi ha rimarcato come lo sviluppo economico non possa mai prescindere dalla salute dei lavoratori, auspicando che il testo diventi una guida operativa per la prevenzione e i controlli. Il documento è stato sottoscritto da una vasta rete di sigle, tra cui Cgil, Cisl, Uil, Confindustria, Confcommercio e numerose associazioni legate ai diritti civili e alla parità di genere.

Tra i firmatari spicca l’adesione dell’Unione sindacale di base. La Usb Livorno ha sottoscritto il Manifesto del lavoro buono pur ribadendo la necessità che il documento non resti un mero esercizio di stile. Il sindacato ha evidenziato l’urgenza di una legge nazionale sul salario minimo, sottolineando come la contrattazione attuale sia spesso insufficiente a tutelare il potere d’acquisto dei lavoratori. La firma di Usb è condizionata alla vigilanza affinché agli impegni assunti seguano atti verificabili, trasformando i principi in strumenti reali di tutela nelle vertenze quotidiane.

L’amministrazione ha già previsto l’attivazione di tavoli di monitoraggio e percorsi formativi contro le discriminazioni nei luoghi di impiego. Con questa sottoscrizione, Livorno si pone come capofila di un modello che mira a trasformare la qualità del lavoro in un investimento per l’intera comunità, garantendo che il Manifesto del lavoro buono sia il punto di partenza per una nuova stagione di diritti civili e sociali nel sistema produttivo locale.

© Riproduzione riservata

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