LIVORNO – Scuole occupate a Livorno, Rifondazione Comunista: “Dalla parte di chi si organizza e lotta”.Â
“Le occupazioni delle scuole livornesi – dice la federazione livornese di Rifondazione Comunista – sono una bella notizia. Studentesse e studenti si organizzano, discutono, protestano e rivendicano il diritto di decidere del proprio futuro. In un paese in cui si cerca sempre più spesso di scoraggiare e reprimere il dissenso, vedere una nuova generazione che sceglie di mobilitarsi è un segnale importante. In queste occupazioni, in corso in tutta Italia, si incontrano sensibilità , idee e percorsi diversi. Ci sono anche giovani comuniste e comunisti che discutono con i propri compagni e le proprie compagne, contribuendo a organizzare le proteste. Perché le battaglie per la scuola pubblica, contro la precarietà , la guerra e le disuguaglianze sono anche le nostre battaglie”.
“Il governo Meloni continua a trovare miliardi per il riarmo – prosegue Rifondazione – mentre la scuola pubblica deve fare i conti con edifici fatiscenti, carenza di personale e risorse insufficienti. E mentre si taglia sull’istruzione, si moltiplicano i tentativi di limitare gli spazi di partecipazione e di criminalizzare chi protesta. Occupare una scuola è una scelta collettiva, che richiede impegno, responsabilità e capacità di organizzarsi. È anche un’occasione per discutere di politica, mettere in discussione quello che sembra inevitabile e scoprire che insieme si possono cambiare le cose. Come Rifondazione Comunista sosteniamo le occupazioni delle scuole livornesi e il diritto delle studentesse e degli studenti a organizzarsi liberamente, senza intimidazioni o provvedimenti repressivi”:
“Sappiamo bene che una generazione che si organizza, prende parola e comincia a mettere in discussione l’esistente può dare fastidio a chi vorrebbe una scuola fatta soltanto di obbedienza e competizione – conclude la nota – Ed è proprio per questo che queste mobilitazioni sono importanti. Perché abbiamo tutte e tutti bisogno di una nuova stagione di partecipazione, di conflitto e di lotta collettiva. A partire dalle scuole”.


