Sancat Firenze – Pallacanestro Don Bosco Livorno 63-49 (12-22; 36-44; 52-63)
PALLACANESTRO DON BOSCO LIVORNO: Andò 3, Angelini 3, Colombini 4, Deliallisi 1, Gado 8, Di Fabrizio 2, Lanfranconi 10, Lemmi 14, Preziuso, Sciacol 2, Susini, Tognoni 2. All. Lorenzo Grison, Ass. Alessandro Papa e Francesco Putti
FIRENZE – Continua anche a Firenze l’allergia alle trasferte della Pallacanestro Don Bosco, in questa stagione mai vittoriosa in campo esterno. Nella città di Dante, i ragazzi di Lorenzo Grison devono alzare bandiera bianca di fronte ad un’altra squadra piena zeppa di giovani interessanti, la Sancat. I rossoblu iniziano con le marce basse, tirando con percentuali davvero rivedibili ed i padroni di casa, dopo un effimero vantaggio Don Bosco, ne approfittano per prendere in mano il confronto fin dalle battute iniziali.
Alla fine del primo quarto, la Sancat è infatti avanti per 13-7, margine sostanzialmente mantenuto fino all’intervallo lungo, sul 29-21 per i padroni di casa, con i soli 21 punti che la dicono lunga sulle difficoltà offensive mostrate dai ragazzi labronici. Nel secondo tempo ti aspetti la faccia migliore della Pallacanestro Don Bosco, invece i rossoblu stentano maledettamente a trovare la retina avversaria, segnano appena 10 punti in altrettanti minuti di gioco e la Sancat scappa fino ad arrivare al +22, margine poi ridotto dai labronici fino al -16 dell’ultima pausa, sul 47-31.
Nell’ultimo periodo, la Pallacanestro Don Bosco ritrova un pochino di fluidità in attacco, ma ormai è troppo tardi per rimettere in piedi la partita, ed è la Sancat che coglie i due punti, con il punteggio di 63-49, che conferma l’allergia alle trasferta della compagine di Lorenzo Grison, alla quale non bastano, per esultare, i 14 di Lemmi ed i 10 di Lanfranconi, unici rossoblu in doppia cifra.
Alla fine, coach Lorenzo Grison, esprime tutto il proprio rammarico per il rendimento della sua squadra lontano dal PalaMacchia: “Anche a Firenze non siamo riusciti a sfatare il tabù delle partite esterne; contro la Sancat abbiamo pagato il pessimo inizio a livello di percentuali, difficoltà che ci siamo portati dietro anche nel secondo quarto, nonostante avessimo ritrovato un po’ di energia . L’inizio del terzo periodo è analogo all’avvio di partita, con tante difficoltà a trovare la retina avversaria, salvo poi imboccare la retta via nel quarto periodo, limitando così lo scarto in termini accettabili. Chiaramente se in trasferta iniziamo a giocare dal terzo quarto in poi abbiamo un problema, ed è quello che, continuando su questa falsariga, mi farà diventare calvo, causa gli urli che tiro”.


