LIVORNO – Per sabato 3 ottobre la Cgil organizza a Livorno corteo a sostegno delle vertenze del territorio e contro il carovita. Una manifestazione (Basta crisi! Basta carovita! il titolo) per difendere il lavoro e il futuro di Livorno.
Il corteo (concentramento in programma alle 9 in piazza San Marco) si snoderà lungo le strade cittadine e terminerà davanti alla prefettura.
“Centinaia di lavoratrici e lavoratori livornesi con le loro famiglie – dicono dal sindacato – vivono da mesi nell’angoscia di un futuro lavorativo incerto, che si presenta ogni giorno di più a tinte fosche. Parliamo di lavoratori e lavoratrici di aziende che rappresentano tasselli fondamentali dell’apparato produttivo e dei servizi di tutta la provincia: Pierburg, Magna, acciaierie di Piombino, Liberty Magona, Konecta, poligrafici de Il Tirreno rappresentano la punta dell’iceberg di scelte industriali discutibili effettuate in passato, o di scelte attuali sbagliate che puntano, come nel caso di Pierburg, a trasformare un “gioiello” dell’automotive in un’azienda che investe tutto sulla riconversione dal settore civile a quello militare. Per non parlare di Konecta, dove circa 80 persone da anni sono costrette a lavorare con part-time involontari e da diversi mesi con un peso sempre più insostenibile della cassa integrazione e dei contratti di solidarietà. Persone che rischiano di essere licenziate già nel prossimo mese di gennaio. Siamo a rischio della perdita di centinaia di posti di lavoro e davanti a una bomba sociale ad orologeria”.
“C’è bisogno, perciò, che tutta la comunità si mobiliti al fianco di questi lavoratori e lavoratrici, dando loro tutto il sostegno morale e materiale necessario, e che tutto il tessuto istituzionale e democratico faccia la propria parte per evitare che il territorio conosca un’altra stagione di decadimento industriale e lavorativo. In un contesto sociale ed economico pesantemente caratterizzato da bassi salari, precarietà, aumento del costo della vita (carburanti, bollette, casa e sanità) Livorno non si può permettere la perdita di altre centinaia di posti di lavoro tenuto conto che cittadini e cittadine livornesi lavorano anche in aziende in crisi di zone limitrofe (Dumarey e Takeda). Nel mentre il governo Meloni, prontamente smentito dall’Istat, si autocelebra parlando di boom di posti di lavoro e di crescita economica, gli unici veri record sono quelli che riguardano il calo della produzione industriale, l’aumento della cassa integrazione, l’aumento della precarietà, l’aumento degli incidenti e dei morti sul lavoro, delle bollette energetiche e del costo dei carburanti (senza i promessi interventi in campagna elettorale di abbattimento delle accise). Basta discorsi e scaricabarile dal Ministero dell’Industria! Il lavoro e la vita delle persone devono tornare al centro dell’attenzione e dell’attività politica e istituzionale”.
“Sosteniamo – concude Cgil – i lavoratori e le lavoratrici delle aziende in crisi e una prospettiva di sviluppo per il nostro territorio”.


