Concessioni balneari, il Consiglio di Stato: le gare possono partire subito. Attesa a Livorno per i bandi

La sentenza del 18 agosto chiarisce che settembre 2027 è un termine massimo, non una data da attendere. Il Comune ha annunciato procedure "appena tecnicamente possibile"

LIVORNO – Sul futuro degli stabilimenti balneari livornesi la data del 30 settembre 2027 non rappresenta un appuntamento che le amministrazioni siano obbligate ad attendere. Il Consiglio di Stato, con la sentenza 6539 del 18 agosto 2026, ha chiarito che quel termine ha natura massima e acceleratoria, non dilatoria: se un Comune completa prima le procedure competitive, può assegnare prima le nuove concessioni e, con un provvedimento motivato, far cessare anticipatamente quelle prorogate.

Un passaggio importante anche per Livorno, dove durante l’estate il tema del ‘mare libero’ ha alimentato un confronto acceso tra associazioni, Radicali, concessionari e amministrazione comunale. Corriere Livornese e Corriere Toscano hanno seguito la vicenda dei tornelli, degli accessi alla battigia e delle future gare.

Adesso, però, il confronto si sposta inevitabilmente dagli accessi al mare alla questione più strutturale: chi gestirà in futuro le concessioni demaniali livornesi e attraverso quali procedure.

La pronuncia del Consiglio di Stato è particolarmente chiara. Le amministrazioni devono muoversi senza indugi; in sede di prima applicazione le procedure devono essere avviate comunque entro il 30 giugno 2027, mentre il 30 settembre rappresenta il limite massimo di efficacia delle concessioni prorogate. Un ulteriore differimento fino al 31 marzo 2028 è ammesso soltanto in presenza di ragioni oggettive e con un atto motivato.

Questo significa che, sul piano giuridico, Livorno potrebbe cominciare il percorso competitivo senza attendere l’estate del prossimo anno. La sentenza arriva anzi ad affermare che utilizzare i termini massimi come regola, invece che come eccezione, sarebbe contrario alla funzione acceleratoria attribuita dalla normativa alla proroga.

Le indicazioni pubbliche arrivate finora da Palazzo Civico sono però più prudenti. L’assessora al demanio Viola Ferroni aveva dichiarato l’11 agosto che le gare sarebbero state effettuate “non appena sarà tecnicamente possibile”, nel rispetto del principio comunitario di concorrenza. Successivamente è stato riferito che gli uffici comunali stanno svolgendo le attività preparatorie e intendono pubblicare le procedure entro giugno 2027. Allo stato delle fonti pubbliche consultate, sembrerebbe non risultare ancora una procedura aperta per le concessioni balneari cittadine.

La questione non riguarda soltanto i tempi. Sarà soprattutto la costruzione dei bandi a determinare quanto le gare riusciranno ad aprire realmente il mercato.

La legge impone infatti principi di parità di trattamento, massima partecipazione e proporzionalità e prevede criteri che comprendono qualità dei servizi, accessibilità, tutela ambientale, investimenti, esperienza professionale e numero di concessioni già detenute direttamente o indirettamente dal concorrente. Gli atti delle procedure dovranno inoltre essere pubblicati nella sezione Amministrazione Trasparente dell’ente concedente.

Non esiste, va precisato, una norma che imponga a Livorno di assegnare il 60 per cento degli stabilimenti a nuovi soggetti. Né sarebbe possibile conoscere oggi quale percentuale cambierà effettivamente gestione: anche gli attuali concessionari potranno partecipare alle procedure. Il dato realmente significativo sarà quindi verificare quanta concorrenza effettiva produrranno i bandi, quanti nuovi operatori presenteranno offerte e quanti riusciranno ad aggiudicarsi le concessioni.

In questo quadro assume particolare importanza anche la verifica di eventuali collegamenti societari e delle titolarità indirette previste dalla normativa. L’obiettivo delle procedure competitive è che l’aggiudicazione dipenda dai requisiti e dalla qualità delle offerte, evitando che una gara pubblica si trasformi semplicemente nella riproduzione automatica degli assetti precedenti.

Anche gli eventuali indennizzi ai concessionari uscenti non possono diventare, secondo il Consiglio di Stato, uno strumento capace di bloccare le gare: la sentenza stabilisce che non sono automatici e che spetta al concessionario dimostrare l’esistenza di investimenti non ancora ammortizzati. Persino la mancata emanazione di disposizioni ministeriali sul loro calcolo, precisano i giudici, non può paralizzare l’avvio delle procedure competitive.

Sul demanio marittimo, intanto, l’attenzione degli organi di controllo è già elevata.

Dopo l’estate dei tornelli e delle battaglie per il libero accesso al mare, il 2027 sarà quindi l’anno nel quale la discussione livornese passerà dalle parole ai bandi. E la sentenza del 18 agosto aggiunge oggi un elemento difficilmente equivocabile: settembre 2027 è il punto oltre il quale non andare, non il giorno dal quale cominciare.

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