LIVORNO – Falle nella sicurezza, criticità strutturali mai risolte, carenza di personale e condizioni abitative degradanti persino per gli agenti. È una vera e propria denuncia a tutto campo quella che viene sollevata dalla Uil Pa Polizia Penitenziaria di Livorno sulla situazione del carcere Le Sughere, dove l’apertura del nuovo padiglione detentivo sta creando forti tensioni tra gli operatori.
“Aprire il secondo padiglione detentivo nel carcere livornese con le stesse carenze strutturali del primo, che rappresentano vere e proprie falle nella sicurezza della casa circondariale, è un’irregolarità senza precedenti”, si legge nella nota sindacale. A dimostrazione dei rischi esistenti viene citato un episodio avvenuto di recente: “Durante la fruizione del campo sportivo, costruito nel nuovo padiglione inaugurato nella scorsa estate, un detenuto in men che non si dica è riuscito a salire su una parete e pare l’abbia percorsa per recuperare un pallone da calcio che era finito su una tettoia“. Un fatto ancora più grave se si considera che “nel passato la stessa persona detenuta ha ripetuto più volte il medesimo atto, ma l’amministrazione Penitenziaria ancora non ha preso i necessari provvedimenti, nonostante dal carcere livornese sia evaso un detenuto nell’estate del 2024, sempre a causa di criticità architettoniche”.
Il quadro del penitenziario labronico risulta aggravato da una serie di problemi gestionali e di personale. “Alle pecche strutturali si aggiungono il deficit numerico degli agenti previsti per la funzionalità complessiva dell’istituto penitenziario cittadino e l’aumento improvviso spropositato delle presenze di persone private della libertà, molte delle quali affette da patologie psichiatriche che sono causa delle numerose aggressioni e lesioni a danno degli operatori penitenziari”. A questo si sommerà a breve l’arrivo dei nuovi rinforzi, destinati però a sistemazioni ritenute del tutto inadeguate: “Al sovraffollamento dei posti detentivi si assocerà la sistemazione ‘selvaggia’ in caserma di personale neo assegnato e quello trasferito da altre sedi. In camere che possono regolarmente accogliere due persone ne verranno ‘ammassate’ almeno quattro. Questo è il benvenuto o il benarrivato che sarà destinato ai neo Agenti. Dopo che hanno giurato fedeltà allo Stato e all’Amministrazione Penitenziaria, vedranno violata la loro dignità”.
Duro anche l’affondo sull’impiego delle risorse e sulle priorità del dipartimento: “Ci domandiamo che fine hanno fatto i fondi stanziati per la ristrutturazione dell’edificio che sovrasta l’istituto adibito a caserma e la coscienza di chi amministra denaro pubblico. Ormai è chiaro che l’unico obiettivo dell’amministrazione penitenziaria è quello di continuare a aprire nuovi reparti per ‘stipare’ persone detenute a qualsiasi costo, saturare i posti detentivi della casa circondariale di Livorno per pagare il debito con la Giustizia a seguito del sequestro giudiziario di sette sezioni detentive del penitenziario fiorentino”.
In conclusione, la denuncia punta il dito contro i vertici istituzionali e il mancato rispetto delle promesse fatte: “Questo debito lo sta pagando il personale che ci mette anima e cuore nello svolgimento del proprio dovere quotidianamente, per un datore di lavoro che a tutto pensa tranne che alla salute e al decoro dei suoi dipendenti. Se la casa circondariale di Livorno è ridotta a questo stato di cose si deve ringraziare al fatto che agli interminabili sopralluoghi eseguiti nei nuovi padiglioni detentivi da parte di alte cariche del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e del ministero della giustizia non sono seguiti i risultati degli impegni assunti al termine di ogni visita”.


