Lucarelli e Apolloni assolti dalle accuse di violenza sessuale di gruppo, la procura generale impugna la sentenza d’appello

La decisione di secondo grado aveva ribaltato radicalmente il verdetto espresso nel settembre 2024 con rito abbreviato dal gup Roberto Crepaldi: deciderà la Cassazione

MILANO – La procura generale di Milano ha impugnato davanti alla Corte di Cassazione la sentenza con cui la Corte d’Appello milanese, lo scorso 23 aprile, aveva assolto con formula piena ‘perché il fatto non sussiste’ i calciatori Mattia Lucarelli e Federico Apolloni, insieme a tre loro amici, dall’accusa di violenza sessuale di gruppo ai danni di una studentessa statunitense di 22 anni per fatti risalenti alla notte tra il 26 e il 27 marzo 2022.

La decisione di secondo grado aveva ribaltato radicalmente il verdetto espresso nel settembre 2024 con rito abbreviato dal gup Roberto Crepaldi, che aveva condannato Lucarelli e Apolloni a 3 anni e 7 mesi di reclusione e gli altri tre imputati a pene comprese tra i 2 anni e 5 mesi e i 2 anni e 8 mesi. In quella sede, il giudice di primo grado aveva ravvisato un’azione collettiva volta a sfruttare lo stato di alterazione alcolica della giovane per carpirne il consenso.

Nel prosciogliere tutti gli imputati, la Corte d’Appello aveva invece ritenuto non provata l’ipotesi accusatoria secondo cui il gruppo avrebbe approfittato di una minorata capacità di resistenza della vittima o esercitato una pressione idonea a viziarne il consenso, definendo il quadro probatorio insufficiente a dimostrare un’obnubilazione da alcol.

Contro questa impostazione ha mosso ricorso il sostituto procuratore generale Massimo Gaballo, sollecitando l’annullamento della sentenza di assoluzione e il rinvio degli atti a una diversa sezione della Corte d’Appello per un nuovo giudizio sul merito della vicenda.

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