LIVORNO _ La tensione attorno alla vicenda degli orti urbani di via Goito a Livorno registra una brusca impennata con un’azione dimostrativa messa in atto dagli attivisti del comitato a difesa dell’area, scesi in campo per la prima giornata di quella che hanno battezzato come campagna di “controllo popolare“. Tra le 14 e le 15 di ieri (4 settembre) gli esponenti del movimento si sono presentati simultaneamente in tre siti legati alla Frangerini, l’azienda aggiudicataria dell’asta per i sei ettari di terreno rimasti contesi per quattordici anni dopo il fallimento della cooperativa Clc. I blitz hanno interessato il cantiere della nuova palestra comunale della Scopaia, denominato Cubone, un impianto per il trattamento delle acque a Nugola e la sede della Scuola e Cassa Edile a Coteto.
Dalla pagina social ufficiale degli orti urbani, il comitato ha poi scagliato pesanti accuse sulla gestione delle maestranze e della sicurezza, condividendo immagini realizzate a suon di striscioni. Gli attivisti hanno denunciato la presenza di operai al lavoro all’aperto durante le ore centrali della giornata, in presunta violazione dell’ordinanza della Regione Toscana che vieta l’attività all’esterno nei momenti a rischio termico elevato. L’affondo si è esteso anche al sistema degli appalti della ditta e all’amministrazione comunale, chiamata direttamente in causa per i controlli nei cantieri pubblici. Il gruppo ha quindi preannunciato l’invio di un dossier dettagliato alle autorità competenti, tra cui Asl e Ispettorato del lavoro, avvertendo che l’attività di monitoraggio proseguirà nei prossimi mesi.
Non si è fatta attendere la dura replica dell’impresa Frangerini, che attraverso una nota ufficiale ha respinto punto per punto le ricostruzioni del movimento, parlando di una campagna di denigrazione e di una caccia alle streghe. L’azienda ha precisato che nei luoghi indicati non erano in corso lavorazioni esterne vietate e che l’intervento alla Cassa Edile non risulta affidato alla Frangerini. La ditta ha inoltre evidenziato l’eventuale violazione delle proprietà private con manomissione di recinzioni e cancelli da parte degli attivisti. Esprimendo forte preoccupazione per la sicurezza dei propri dipendenti e collaboratori, la direzione aziendale ha annunciato che il materiale pubblicato sarà sottoposto alle verifiche degli organi competenti per tutelare la propria immagine e la serenità dei lavoratori nelle sedi opportune.


