Piombino, sabato presidio per la Palestina in piazza Cappelletti

Flotilla Val di Cornia organizza la giornata di mobilitazione nazionale con realtà politiche, sindacali e associative e chiede lo stop agli accordi militari con Israele

PIOMBINO – Sabato (10 ottobre), in occasione della giornata di mobilitazione nazionale per la Palestina, a Piombino si terrà un presidio di solidarietà in piazza Cappelletti, dalle 16,30 alle 19. A organizzarlo è Flotilla Val di Cornia, che riunisce realtà politiche, sindacali e associative del territorio.

“Nonostante il calo dell’attenzione mediatica e le false pacificazioni – sottolineano gli organizzatori – i crimini e l’oppressione israeliana contro il popolo palestinese non si sono mai fermati. Gaza continua ad affrontare massacri, assedio, carestia e pulizia etnica, mentre in Cisgiordania si intensificano i raid militari e le violenze dei coloni”.

Da qui la scelta di tornare in piazza. “Il 10 ottobre scendiamo in piazza in tutte le città italiane – spiegano – per la fine immediata del genocidio, lo sblocco degli aiuti e il ritiro dell’esercito di occupazione”.

Tra le richieste c’è lo stop alla criminalizzazione del dissenso. “Chiediamo il ritiro immediato del disegno di legge antisemitismo – affermano – che usa la definizione dell’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto per equiparare l’antisionismo all’antisemitismo e silenziare la critica politica. Siamo contro i cosiddetti decreti sicurezza e tutte le misure repressive contro il movimento di solidarietà”. Il presidio chiede inoltre la libertà per i prigionieri politici palestinesi in Italia e rivendica “il diritto del popolo palestinese alla resistenza, all’autodeterminazione, alla liberazione e al ritorno, in tutta la Palestina, dal fiume al mare”.

Netto il richiamo alle responsabilità italiane. “Contro la complicità diretta dello Stato italiano, terzo esportatore al mondo di armi verso Israele e corresponsabile nel genocidio del popolo palestinese – dichiarano – chiediamo l’immediata cessazione di ogni accordo militare, economico, diplomatico e accademico, l’imposizione di sanzioni severe e un embargo totale sulle armi”. Gli organizzatori sollecitano anche il rispetto del diritto internazionale e dei mandati di arresto della Corte penale internazionale contro Netanyahu e altri esponenti del suo governo.

Ultimo punto, il riarmo. “Siamo contro le politiche di riarmo europeo e italiano – concludono da Flotilla Val di Cornia – che pretendono di destinare fino al 5 per cento del prodotto interno lordo alle spese militari e all’industria bellica, a scapito dei diritti sociali, sottraendo risorse fondamentali a sanità, istruzione, lavoro e welfare”.

© Riproduzione riservata

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