Rigassificatore di Piombino, il comitato Salute pubblica presenta sette osservazioni al ministero

Il comitato chiede che la nave lasci il porto il prima possibile e un nuovo rapporto di sicurezza, e sollecita Comune e Regione a farsi sentire prima della scadenza del 10 ottobre

PIOMBINO – Il Comitato Salute pubblica di Piombino e della Val di Cornia ha inviato al ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica sette osservazioni nella procedura di valutazione di impatto ambientale avviata su richiesta di Snam per la Fsru, il rigassificatore ormeggiato nel porto di Piombino. Le osservazioni riguardano procedure, sicurezza, emissioni in aria e in mare, contesto portuale e territoriale.

Il comitato ricorda che la nave si trova all’interno di un’area dove convivono attività portuali, industriali, commerciali e urbane, con intenso traffico di passeggeri e merci. “Nelle immediate vicinanze del terminale – sottolineano i firmatari – si trovano stazione marittima, agenzie di servizio, aree di parcheggio, attività cantieristiche, traghetti in continuo traffico verso le isole, abitazioni e quartieri a distanza davvero ridotta, con le prime case a meno di mille metri”.

Prima di tutto il comitato ribadisce che “la nave dovrebbe lasciare il nostro porto il prima possibile, nel rispetto degli atti che l’hanno autorizzata e dei pareri che hanno considerato la valenza temporale una mitigazione della situazione”. Entrando nel merito, chiede che la presenza della Fsru sia valutata non isolatamente ma nell’insieme delle attività e dei flussi del porto, analizzando ambiente, salute, sviluppo portuale, sicurezza, presenza umana, emergenze e rapporto con altri stabilimenti, come la futura acciaieria elettrica. Va considerata anche la prospettiva di ampliamento dell’attività della Sol: “Questi due interventi – evidenziano – determinerebbero la presenza di due impianti a rischio di incidenti rilevanti a distanza di appena due chilometri”.

Un punto centrale è la durata. Il comitato chiede che le valutazioni partano dall’esperienza dei tre anni trascorsi e siano rapportate a un esercizio di lunga scadenza, perché il dato temporale va indicato. “Una cosa è movimentare ingenti quantità di acqua di mare, 157 milioni di metri cubi l’anno, restituita più fredda e clorata in tre anni, altra cosa in 20 o 25 – spiegano – Una cosa è immettere in atmosfera emissioni inquinanti, tra le quali la formaldeide, sostanza cancerogena, per soli tre anni, un’altra è farlo per lunghi anni. Analoghe considerazioni valgono per l’esposizione e la convivenza della popolazione con l’impianto”.

Il comitato chiede inoltre che Snam presenti un nuovo rapporto di sicurezza, perché ci sono state modifiche come l’aumento della pressione d’esercizio, con la conseguente estensione, seppur minima, dell’area di danno, l’aumento annuale del numero di metaniere ed eventi meteomarini verificatisi nella realtà e non valutati in precedenza. Chiede anche di chiarire perché le aree di danno siano molto più estese per il rigassificatore di Livorno che per Piombino a parità di possibili incidenti: “Se dovessimo considerare anche da noi le estensioni di Livorno – rilevano – gli effetti ricadrebbero su un ambiente densamente frequentato”.

Dubbi anche sulle rilevazioni dei dati, ritenute insufficienti per numero di postazioni, localizzazione e informazioni sugli inquinanti. “Per la formaldeide le rilevazioni della qualità dell’aria sono affidate a due centraline, una al Perticale, l’altra al Gagno – osservano – E in città? E al porto? E nei quartieri a ridosso del porto? E con tali dati si ritiene di fare proiezioni ventennali o ultraventennali?”. Da qui la richiesta di una valutazione a tutto campo, che porti ad acquisire di nuovo i pareri di Iss, Ispra, Arpat, Asl e degli enti responsabili della sicurezza, ribadendo che “gli impianti a rischio di incidenti rilevanti non devono o non dovrebbero operare dove vive e transita in continuazione la gente” e che le istituzioni, a cominciare dalla Regione Toscana, hanno dato l’assenso solo per tre anni.

L’ultimo appello è rivolto alle istituzioni locali. “Ad oggi non risulta ancora pubblico se la giunta comunale, il sindaco e la Regione Toscana abbiano formalizzato le proprie osservazioni in vista della scadenza del 10 ottobre – affermano dal comitato – Qualora Comune e Regione non provvedessero, ci troveremmo di fronte a un’assenza istituzionale grave e incomprensibile. Chi governa un territorio ha il dovere politico e amministrativo di difendere le proprie comunità nelle sedi ministeriali, anziché venire meno al compito primario di rappresentarle e tutelarle, delegando la salvaguardia del territorio unicamente all’iniziativa dei cittadini”.

© Riproduzione riservata

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