Balneari, il bando-tipo prende forma: a Livorno è attesa per il calendario del Comune

La bozza del Mit entra nel dettaglio: concessioni da 5 a 20 anni, requisiti finanziari, limiti ai lotti e indennizzi per gli investimenti non ammortizzati

LIVORNO – Trentatré pagine che rendono molto più concreto il futuro delle concessioni balneari. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha messo a punto la bozza del bando-tipo destinato a guidare Comuni ed enti concedenti nelle procedure competitive per la riassegnazione degli stabilimenti e delle altre concessioni demaniali marittime.

Per Livorno è un passaggio particolarmente significativo dopo un’estate nella quale il futuro degli stabilimenti, gli accessi al mare e le prossime gare sono diventati uno dei temi più discussi in città. La bozza entra finalmente nel dettaglio delle future procedure. Le nuove concessioni potranno avere una durata compresa tra 5 e 20 anni. Le gare saranno aperte agli operatori economici e l’aggiudicazione dovrà avvenire sulla base dell’offerta economicamente più vantaggiosa, valutata secondo il miglior rapporto tra qualità e prezzo.  Chi vorrà partecipare dovrà inoltre dimostrare solidità e solvibilità finanziaria attraverso attestazioni bancarie e possedere esperienza nel settore turistico-ricreativo.

Ci saranno poi precisi standard di accessibilità, con servizi destinati alle persone con disabilità e passerelle di almeno 1,20 metri per consentire l’accesso diretto alla battigia. Ma per una città come Livorno uno dei passaggi più importanti potrebbe essere quello relativo alla concentrazione delle concessioni.

Il bando-tipo prevede infatti tetti al numero di lotti aggiudicabili allo stesso operatore o a soggetti collegati, distinguendo tra stabilimenti, ristorazione, spiagge libere attrezzate, strutture sportive e punti di ormeggio. L’obiettivo dichiarato è favorire concorrenza e massima partecipazione.

C’è poi il delicato capitolo degli indennizzi. Il concessionario subentrante dovrà corrispondere all’uscente l’eventuale indennizzo determinato attraverso una perizia sugli investimenti non ancora ammortizzati degli ultimi cinque anni, al netto delle sovvenzioni pubbliche. Il calcolo potrà comprendere anche i beni amovibili.

Il pagamento, secondo la bozza, avverrà in due momenti: almeno il 20 per cento all’aggiudicazione e il saldo entro sei mesi. Se il concessionario uscente non richiede la perizia, l’indennizzo sarà pari a zero.

Su questo fronte il Consiglio di Stato ha già fissato un principio importante: l’indennizzo è eventuale, non automatico, e spetta all’uscente dimostrare gli investimenti ancora da ammortizzare. Soprattutto, l’assenza delle regole ministeriali di dettaglio non può essere utilizzata per paralizzare l’avvio delle procedure competitive.

Anche i canoni saranno indicati nei bandi. La bozza prevede un valore provvisorio calcolato considerando superficie, valenza turistica e tasse regionali, con adeguamenti Istat e normativi. Potrà inoltre essere prevista una compartecipazione dei nuovi concessionari alle spese pubbliche per la gestione del demanio.

A questo punto, però, per Livorno la questione principale diventa quella dei tempi e il quadro è diventato ancora più definito. La legge stabilisce che, in sede di prima applicazione, gli enti concedenti debbano avviare le procedure entro e non oltre il 30 giugno 2027.  Ma giugno non è una data dalla quale sia obbligatorio iniziare.

Il Consiglio di Stato, con la sentenza 6539 del 18 agosto, ha chiarito che il 30 settembre 2027 è un termine “massimo e acceleratorio, e non dilatorio”. Se un’amministrazione completa prima le procedure selettive, può assegnare prima le nuove concessioni e disporre, con un provvedimento motivato, la cessazione anticipata dei rapporti prorogati. È proprio questo passaggio a rendere oggi centrale il cronoprogramma livornese e la sua data di pubblicazione da parte del Comune.

Corriere Livornese aveva già ricostruito la sentenza del Consiglio di Stato e la possibilità di anticipare le gare. La nuova bozza del Mit aggiunge adesso un ulteriore tassello: requisiti, durata, indennizzi, accessibilità, limiti alla concentrazione e modalità di pagamento sono molto più definiti rispetto ai mesi scorsi.

Resta naturalmente da attendere il completamento dell’iter del bando-tipo e le eventuali modifiche al testo. Ma il principio fissato dal Consiglio di Stato non cambia: il settembre 2027 rappresenta il limite massimo, non il punto di partenza.

Per Livorno diventa quindi rilevante conoscere il calendario amministrativo: dopo mesi di discussioni sul futuro del mare livornese, il prossimo passaggio concreto dovrà essere la pubblicazione dei bandi. Ed è sulle date di quel passaggio che adesso si concentra l’attesa.

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