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martedì 28 Luglio 2026
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Rifiuti, j’accuse della Lega: “La Tari aumenta ancora ma il sistema porta a porta mostra tutti i suoi limiti”

Pronte due mozioni da discutere in consiglio comunale per il superamento della raccolta a domicilio e contro l'abbandono di materiale

LIVORNO – “Aumenta la Tari e la raccolta ‘porta a porta’ mostra tutti i suoi limiti”. È quanto denunciano Carlo Ghiozzi, segretario provinciale della Lega e capogruppo Lega in Consiglio comunale a Livorno, e Michele Gasparri, segretario della sezione Lega di Livorno, che questa mattina hanno presentato due mozioni per il superamento del sistema porta a porta e per il contrasto all’abbandono illecito dei rifiuti.

“Nello scorso Consiglio comunale del 15 luglio – spiega Ghiozzi – la maggioranza, con il nostro voto contrario, ha approvato una variazione di bilancio che stanzia oltre 2,8 milioni di euro in più per i servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Un aumento che il Comune scarica di fatto sui cittadini: mercoledì (domani, 29 luglio, ndr) verranno approvati i nuovi importi Tari, che graveranno su famiglie, commercianti e attività produttive.”

Secondo Ghiozzi, l’incremento dei costi è legato anche alle scelte compiute sullo smaltimento dopo la chiusura del termovalorizzatore: “Lo avevamo già detto: senza un impianto alternativo saremmo andati in difficoltà. Oggi una parte dei rifiuti finisce in discarica – la soluzione più inquinante in assoluto – e un’altra parte deve essere smaltita fuori regione, con costi che paghiamo tutti noi. Il sindaco aveva annunciato l’apertura nel 2026 dell’ossidocombustore di Peccioli, il cui iter autorizzativo è però solo agli inizi e rischia di concludersi non prima del 2031-2032.”

Sul fronte della raccolta, Ghiozzi punta il dito contro il sistema porta a porta: “È un fallimento totale. Con il caldo i cittadini non vogliono tenere i rifiuti organici in casa per giorni, i mastelli non vengono svuotati con regolarità e i cassonetti dei quartieri con raccolta differenziata si riempiono anche a causa di chi arriva da fuori zona per abbandonare i sacchi. È una situazione che genera anche una disparità inaccettabile tra cittadini che possono conferire il rifiuto ogni giorno sotto casa e altri costretti a tenerlo in casa per una settimana.”

Da qui la prima mozione presentata dal gruppo Lega, che impegna sindaco e giunta ad avviare entro sei mesi un piano di superamento del porta a porta in tutti i quartieri del Comune, completando entro 24 mesi la sostituzione con un sistema di raccolta stradale a cassonetti di ultima generazione (ad accesso controllato, con calotta interrata o seminterrata e sistemi di identificazione dell’utenza), per mantenere elevati i livelli di differenziata garantendo al contempo decoro urbano e sicurezza degli operatori.

La seconda mozione riguarda invece il contrasto all’abbandono illecito dei rifiuti e prende a modello l’esperienza del Comune di Palermo, che dallo scorso luglio ha affiancato ai presidi tradizionali e alle fototrappole l’uso di droni per individuare chi abbandona i rifiuti fuori dai cassonetti. “A Palermo, tra fototrappole, ispettori ambientali e droni, in poco più di un mese sono state elevate circa 2500 contestazioni – ricorda Ghiozzi –. Un sistema che rispetta la privacy dei cittadini ma che consente di individuare in modo puntuale chi lascia i rifiuti in strada. Chiediamo che una soluzione simile venga valutata anche per Livorno, a partire dalle aree più colpite dal fenomeno“.

A intervenire è stato anche Michele Gasparri, che ha posto l’accento sulle ricadute del porta a porta sulle attività commerciali: “Il problema riguarda in particolare ristoranti, bar e pasticcerie, penalizzati da un calendario di ritiro settimanale e non giornaliero. Molte di queste attività non dispongono di spazi esterni adeguati per conservare i rifiuti in sicurezza per giorni, con il rischio concreto di richiami e sanzioni da parte di Asl e Nas per problemi igienico-sanitari legati alla presenza di insetti, roditori e gabbiani attirati dai sacchi lasciati all’esterno. Tutto questo mentre molte di queste attività pagano una TARI altissima, che in diversi casi supera i 15-20 mila euro l’anno.”

“Non è accettabile – prosegue Gasparri – che chi segue scrupolosamente i protocolli Haccp rischi comunque la chiusura per un sistema di raccolta che non gli consente di gestire correttamente i propri rifiuti. Chiediamo un confronto serio con l’Amministrazione per una revisione complessiva del servizio, a tutela sia dei cittadini sia delle attività produttive.”

Ghiozzi e Gasparri concludono ribadendo la richiesta di un confronto immediato con sindaco e giunta: “Se l’amministrazione non vorrà ascoltare le nostre proposte, sarà comunque il giudizio dei cittadini, che pagano la Tari, a fare la differenza.”

© Riproduzione riservata

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