LIVORNO – Il caso di Joseph, il cittadino nigeriano protagonista di ripetute aggressioni ai danni di lavoratori, rider e commercianti nel centro di Livorno, riaccende violentemente il dibattito sulla sicurezza urbana e sulle politiche di gestione dell’immigrazione. Una vicenda che la Lega provinciale e cittadina porta all’attenzione come esempio lampante della necessità di modificare la normativa nazionale sulla permanenza degli stranieri sul territorio italiano.
A intervenire con una nota congiunta sono il segretario provinciale della Lega e capogruppo in consiglio comunale a Livorno Carlo Ghiozzi e il segretario di sezione Michele Gasparri, che analizzano le recenti risposte istituzionali giunte dalle autorità locali. “Prendiamo atto del vertice convocato in prefettura dal prefetto Dionisi e delle misure allo studio — ammonimento del questore e Daspo urbano — e comprendiamo l’appello a presentare denunce — premettono i due esponenti del Carroccio —. Ma non possiamo non rilevare come tutto questo riveli, al tempo stesso, la drammatica insufficienza degli strumenti attualmente a disposizione. Un uomo che da mesi aggredisce e terrorizza cittadini, lavoratori e commercianti livornesi è ancora libero di farlo perché titolare di un regolare permesso di soggiorno. Questo è semplicemente inaccettabile”.
Per gli esponenti leghisti, la vicenda livornese rappresenta la conferma della bontà della battaglia politica intrapresa dai vertici del partito a livello nazionale. “Il segretario della Lega e vicepremier, Matteo Salvini, ha incaricato un gruppo di giuristi di definire una proposta concreta e giuridicamente solida, sul modello della patente a punti, che preveda la revoca del permesso di soggiorno nei confronti di chi commette reati gravi, con conseguente espulsione immediata — ricordano Ghiozzi e Gasparri —. Il principio è chiaro: il permesso di soggiorno concesso a uno straniero è un atto di generosità e fiducia da parte del popolo italiano — e chi tradisce quella fiducia deve perdere il diritto di restare nel nostro Paese. Il caso livornese dimostra esattamente questo. Joseph non è un caso limite: è la normalità di una gestione dell’immigrazione che non funziona, che scarica sui cittadini — sugli esercenti, sui rider, sui passanti — le conseguenze di regole inadeguate e di una burocrazia che protegge chi non lo merita, mentre abbandona chi subisce“.
Da qui l’appello a velocizzare l’iter parlamentare della riforma e l’attacco diretto all’amministrazione comunale della città labronica. “Come Lega Livorno chiediamo che questa proposta di legge venga calendarizzata e approvata senza ulteriori rinvii — incalzano i due rappresentanti del Carroccio —. Chi viene in Italia e ottiene il diritto di risiedere sul nostro territorio ha il dovere di rispettare le nostre leggi, i nostri concittadini, le nostre comunità. Chi non lo fa non ha diritto di stare qui. Non è una posizione di chiusura: è buon senso, è sicurezza, è rispetto per chi lavora onestamente ogni giorno“.
“Ai livornesi che hanno subito aggressioni o comportamenti violenti da parte di questo individuo ripetiamo l’invito a sporgere denuncia — concludono Carlo Ghiozzi e Michele Gasparri —. Ma al tempo stesso diciamo chiaramente all’amministrazione comunale e al centrosinistra che governa questa città: smettetela di fare finta che il problema non esista. I cittadini livornesi meritano sicurezza, non comunicati di circostanza”.


