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Italia, la lettura di Soncin: “Nel primo tempo eravamo lente. La svolta è arrivata credendo nelle nostre idee”

PISA – Nella storica cornice dell’Arena Garibaldi, la Nazionale femminile italiana supera l’ostacolo Serbia con un netto 3-0, mantenendo accesa la rincorsa verso le qualificazioni mondiali. Dopo un primo tempo bloccato e sofferto, in cui le parate di Giuliani hanno blindato il risultato, le Azzurre si scatenano nella ripresa grazie alle reti di Bergamaschi, Caruso e Bonansea. Una vittoria di carattere e intensità che regala fiducia al gruppo e向 il pubblico toscano, scaldando l’ambiente in vista dei prossimi decisivi match.

Di seguito le voci e i commenti delle protagoniste raccolte in zona mista al termine della gara.

Le dichiarazioni di Andrea Soncin

“L’aspetto principale è stato quello di credere fortemente in quelle che sono le nostre idee e le nostre qualità. Ho chiesto alle ragazze soltanto di essere un pochino più veloci: veloci nella trasmissione palla, veloci nell’occupazione dello spazio e veloci anche nell’attacco della profondità.

Essere troppo lente nel muovere palla e nell’andare a occupare quegli interspazi erano le cose che, nel primo tempo, permettevano alla Serbia – una squadra comunque organizzata, che conosciamo bene e che abbiamo visto mettere in difficoltà anche le altre squadre – di creare densità e quindi di toglierci quelle che sono le nostre caratteristiche principali.

Ma c’era molta consapevolezza. Prima della partita si è detto troppo che c’era da vincere con tanti gol. Sì, l’obiettivo era vincere, ma le partite vanno vissute. Ci sono tante fasi all’interno della partita e c’è un avversario. Ormai abbiamo visto quanto il livello di questa formula porti anche le squadre come la Serbia, salite dalla Lega B, ad avere dei valori, sia a livello di organizzazione tattica sia a livello di varietà, perché nella Serbia ci sono diverse giocatrici che giocano nei top campionati d’Europa. E quindi ci vuole pazienza e fiducia, che è quello che ho chiesto alle ragazze.

Ovviamente sono stati fatti degli accorgimenti, sfruttando, passatemi il termine, anche le qualità e le caratteristiche delle giocatrici in rosa che mi permettono di variare poi il gioco. Quindi Sofia ci ha garantito sicuramente più profondità rispetto a Giulia, che stava facendo ottimamente quello che le era stato chiesto, però in quel momento c’era necessità di cambiare qualcosa a livello strategico.

Quando a volte sento parlare di sistemi di gioco faccio fatica a riconoscerlo, perché a volte creiamo due strutture diverse all’interno della stessa partita.

Quest’oggi sicuramente volevamo avere l’ampiezza garantita in fase di possesso, quindi quelle due quinte o quarte di cui parli tu sono state determinanti nell’aprire poi i segmenti centrali. E poi il fatto che il primo gol sia arrivato da un cross di Benedetta e una chiusura sul secondo palo di Vale, dimostra quanta applicazione c’è in questo gruppo.

Valentina nelle ultime partite è stata poco impiegata; all’Europeo era una delle riserve ed è entrata poi per l’infortunio di Chiara, ma si fa sempre trovare pronta. Ha una disponibilità, una professionalità e dei valori umani tali che la rendono una giocatrice estremamente affidabile. Quindi penso che oggi il gol la ripaghi di tante volte in cui magari ha dovuto guardare le altre.

Intanto, questa sera è stato veramente bello giocare qua a Pisa. Il pubblico ha capito il ritmo del primo tempo e ci ha accompagnato poi nell’entusiasmo del secondo, quindi è stata veramente una bella serata. Ringraziamo Pisa per l’accoglienza e l’entusiasmo di tutta la gente che ci ha seguito.

E poi noi ci prepariamo per la prossima, indipendentemente da quello che è il risultato. Sappiamo che il risultato poi determina anche quello che può essere il risultato dell’altro campo in contemporanea martedì. Ci sono ancora due partite da giocare martedì che saranno giocate in contemporanea. Abbiamo visto questa sera quanta difficoltà ci ha creato la Serbia, quindi pensiamo a recuperare al meglio e a prepararci al meglio per andare a vincere in Svezia.

Barbara questa sera è entrata con lo spirito giusto. Penso che non sia mai questione di età, ma di motivazioni. E soprattutto della capacità di rimettersi in discussione sempre, senza curarsi troppo di quello che è stato il passato, di quello che è il cognome sulla maglia.

Questo penso che sia lo spirito principale che tutte quelle che hanno un po’ più di esperienza stanno mettendo in mostra. Lei come Cristiana: nelle fasi più avanzate della carriera, soprattutto dopo una certa età, se così vogliamo dire, bisogna andare oltre quelle che sono le abitudini, uscire un po’ dalla propria zona di comfort. Loro lo fanno costantemente, quindi hanno la possibilità di allungarsi la carriera.

Ci vuole fiducia nel processo, fiducia nel percorso, perché poi le protagoniste sono le ragazze. Il mio compito principale è quello di convincerle che possono essere così determinanti. Quindi sicuramente tutto questo mi riempie di orgoglio, ma mi stimola anche a cercare quell’autoesigenza che ci deve portare al continuo miglioramento, se vogliamo continuare a crescere”.

Davide Caruso

© Riproduzione riservata

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