AREZZO – Nella mattinata di ieri, l’impianto sportivo Città di Arezzo ha ospitato l’evento ufficiale che dà inizio agli interventi di rifacimento della struttura calcistica locale. Si tratta di una svolta epocale per la cittadinanza e per il club della Ss Arezzo, volto a inaugurare un percorso di sviluppo per l’intera area geografica. Al momento dell’avvio simbolico dei lavori erano presenti il massimo dirigente della società, le cariche pubbliche e il gruppo di tecnici incaricato della progettazione. Il piano d’azione si svilupperà progressivamente fino al 2030, strutturato in modo da non intaccare la regolare fruizione del campo da gioco durante le varie stagioni calcistiche.
La struttura del nuovo impianto e la strategia del club
Il progetto architettonico restituirà una struttura all’avanguardia, concepita secondo logiche di sostenibilità e versatilità. La capienza complessiva dell’opera toccherà la soglia dei 13mila posti, distribuiti in maniera omogenea nei quattro settori. Una delle novità principali riguarderà la sezione della Maratona, all’interno della quale verranno realizzati circa 3.200 posti e una zona ospitalità d’eccellenza comprensiva di oltre 40 sky box. Sul fronte operativo, si è scelto di rimandare i lavori di spostamento del rettangolo di gioco, concentrando l’inizio dei lavori sulle attività di demolizione della Maratona e sulla preparazione dei passaggi successivi, così da accelerare i lavori sulle curve e sulle gettate di cemento armato una volta conclusa l’attuale stagione agonistica.
A esprimere la massima soddisfazione per la giornata è stato il presidente Guglielmo Manzo: “Oggi si realizza un sogno che abbiamo coltivato fin dal primo giorno. Non è stato un percorso semplice, ma abbiamo avuto la vicinanza e il sostegno delle istituzioni: senza di loro questo progetto non sarebbe stato possibile. La cerimonia di oggi segna l’avvio concreto di un’opera che cambierà il futuro del club e della città. Nei prossimi giorni inizieranno le vere e proprie demolizioni, secondo un cronoprogramma aggiornato che ci permette di lavorare con maggiore sicurezza e continuità. La soddisfazione è enorme: negli ultimi mesi abbiamo vissuto momenti straordinari, e questo nuovo passo rappresenta un’ulteriore conferma della crescita dell’Arezzo. Il nuovo stadio sarà un impianto moderno, sostenibile e funzionale. La Maratona avrà una capienza di circa 3.200 posti e ospiterà oltre 40 sky box, creando un’area hospitality di livello superiore. L’intero impianto arriverà a circa 13.000 posti, distribuiti in modo uniforme tra i quattro settori. Abbiamo scelto di posticipare alcuni interventi strutturali – come la traslazione del terreno di gioco – per concentrare le energie sulla demolizione della Maratona e sulla preparazione delle fasi successive. Questo ci consentirà, una volta terminata la stagione, di intervenire rapidamente sulle curve e procedere con il cemento armato nei tempi previsti. Sappiamo che convivere con un cantiere aperto non sarà semplice, ma abbiamo un piano chiaro e condiviso. L’obiettivo è garantire continuità sportiva e, allo stesso tempo, portare avanti un’opera che rappresenta un investimento per il futuro dell’Arezzo e della città”.
La prospettiva del Comune e il salvataggio del 2018
La cerimonia di avvio dei lavori assume una forte valenza anche sul piano amministrativo, incrociandosi con il termine del mandato del sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli. Il primo cittadino ha voluto ricordare le tappe storiche che hanno salvato la compagine sportiva dal rischio di sparizione nel 2018, grazie a una raccolta fondi collettiva.
Questo il commento integrale del sindaco Alessandro Ghinelli: “Posare la “prima pietra” di questo stadio a pochi giorni dalla fine del mio mandato è un momento che ha un significato preciso per me. Non è una coincidenza fortunata: è il risultato di un percorso cominciato anni fa, quando insieme a tanti aretini ci siamo battuti per tenere in vita questa squadra e questa città. Da quel 2018, quando fu necessario raccogliere fondi per salvare l’Arezzo dal fallimento, a oggi sono passati anni di lavoro, di confronto, di ostacoli superati uno per uno. Questo cantiere che si apre è la prova concreta che le cose si possono fare, se si lavora con serietà e con un obiettivo chiaro. Lascio la guida della città sapendo che Arezzo avrà uno stadio degno delle sue ambizioni — un impianto moderno, integrato nel tessuto urbano, capace di essere molto più di un campo da gioco. Ringrazio chi ha lavorato a questo progetto con dedizione: gli uffici comunali, i progettisti, la Società Sportiva Arezzo e, in particolare, il suo Presidente Guglielmo Manzo, senza il cui coraggio e passione nulla si sarebbe fatto. E ringrazio gli aretini, che in questi anni non hanno mai smesso di credere nella loro squadra e nella loro città”.
L’ingegneria e il ‘Modello Arezzo’ nella legge stadi
L’opera di restyling vanta una forte impronta specialistica, affidata a un pool di progettisti composto da M28Studio, Spsk Studio e Speri Spa. Le attività tecniche si sono concentrate sul coordinamento strutturale, sul dialogo con la Lega di Serie B e sulla perfetta integrazione della nuova architettura con lo storico settore della tribuna preesistente, focalizzandosi su parametri di efficienza acustica, sicurezza e isolamento energetico. Sul piano legislativo, l’infrastruttura rappresenta il primo esempio a livello nazionale completato seguendo i dettami della Legge Stadi.
A spiegare l’approccio dei progettisti è l’architetto Carlo Antonio Fayer: “Da questo momento inizia la parte più stimolante. Sarà un’emozione condivisa vedere crescere questo stadio. Lo accompagneremo passo dopo passo, giorno dopo giorno, come si fa con qualcosa che㶪artiene a tutti. Come se fosse un figlio. E, come accade in ogni percorso importante, ci saranno momenti entusiasmanti e altri più complessi, ma varrà sempre la pena restargli accanto e seguirne l’evoluzione”. Fayer ha poi aggiunto dettagli sulla logistica delle scorse settimane: “È stata una settimana complessa, con tanti dettagli da analizzare e decisioni importanti da prendere, interagendo con la Lega di Serie B, l’amministrazione comunale e i nostri tecnici. Insieme al presidente Manzo e al mio gruppo di lavoro abbiamo condiviso l’idea di posticipare alla prossima estate lo spostamento del terreno di gioco, concentrandoci da subito sulla demolizione della Maratona. Questa scelta non modifica il nostro cronoprogramma: ci permette anzi di lavorare con maggiore sicurezza”.
Infine, l’ingegnere Giorgio Lupoi, amministratore delegato di SPERI, ha rimarcato l’importanza del metodo adottato: “L’avvio dei lavori di riqualificazione dello Stadio “Città di Arezzo” segna per Spersi il momento più concreto e atteso di una sfida progettuale tra le più stimolanti degli ultimi anni. Il nostro contributo ingegneristico ha abbracciato l’intero ciclo strutturale dell’opera: dall’analisi delle strutture esistenti alla definizione delle soluzioni per la demolizione e ricostruzione delle curve, fino alla complessa operazione di riposizionamento del terreno di gioco. In fase progettuale abbiamo inoltre prestato particolare attenzione all’integrazione tra le nuove strutture e la tribuna storica preesistente, con un occhio costante alle prestazioni in termini di sicurezza, acustica e sostenibilità, puntando all’autosufficienza energetica dell’impianto come obiettivo finale. Quello che prende avvio oggi non è solo un cantiere, ma la dimostrazione concreta di un metodo che funziona: questo è infatti il primo stadio italiano sviluppato in conformità con la Legge Stadi, nato da multidisciplinarietà, dialogo istituzionale e rigore procedurale. Auspico che il “modello Arezzo” diventi il riferimento per la nuova stagione della progettazione degli stadi in Italia”.
REDAZIONE


