LIVORNO – La stagione 2026/27, per l’Unicusano Livorno Rugby, è già scattata.
Gianluca Guidi, direttore tecnico del sodalizio biancoverde stesso, illustra: “Lo scorso lunedì primo giugno abbiamo ripreso gli allenamenti. Sono per ora sedute specifiche, personalizzate, tese a focalizzare determinate situazioni. Siamo reduci da un campionato sicuramente positivo, ma nessuno di noi si accontenta e tantomeno i giocatori coinvolti nel progetto si accontentano. Vogliono, e tutti noi vogliamo, migliorare”.
“Stiamo in particolare, in questi primissimi giorni d’allenamento, lavorando su situazioni fisiche, per potenziare la nostra efficacia nell’uno contro uno”. Nella scorsa annata in A1, nel primo torneo a girone unico nazionale disputato dal Livorno Rugby dopo tredici anni d’attesa, alcune partite si sono decise in volata. In quelle gare equilibrate, gli episodi, nei minuti finali, non sono stati favorevoli.
“Sì, nelle due partite giocate contro il Verona e nel match disputato a Calvisano – dice ancora Gianluca Guidi – i successi dei nostri avversari sono stati frutto di marcature registrate nelle ultimissime azioni. Verona e Calvisano sono due vere big del torneo di A1 (scaligeri quarti e bassaioli secondi, alla fine della regular season, ndr): le loro difficoltà nel cogliere contro di noi buoni risultati testimoniano le nostre indubbie qualità. Con i tantissimi giovani, abbiamo margini di crescita e possiamo diventare più cinici nelle gare punto a punto. La voglia di crescere dei ‘miei’ giocatori e il loro attaccamento alla maglia sono testimoniati dall’amarezza da loro esibita al termine di quelle gare giocate sul filo e chiuse con nostre sconfitte rimediate di misura. Nessuno si accontenta di ‘stop a testa alta’: fa piacere che tutti quanti siamo sintonizzati sulla stessa lunghezza d’onda e ci sia la volontà di alzare l’asticella”.
Peraltro, nella stagione 2026/27, le squadre in A1 saranno 12 e non più dieci: si giocheranno quattro gare in più (22 e non 18) e ci sarà una vera lotta salvezza, visto che torneranno le retrocessioni. Difficoltà in più? “Stimoli per lottare al massimo, anche nella stagione scorsa, nelle 18 partite giocate, non sono mai venuti meno. Né a noi, né, mi sembra di vedere, per le altre squadre. È stato, quello scorso, un bel campionato, livellato verso l’alto e non certo condizionato dalla ‘mancata lotta salvezza’. Precisa la nostra identità di gioco, sempre propositiva. Nell’arco delle 18 gare, non abbiamo rimediato cartellini rossi, né abbiamo dovuto fare i conti con squalifiche. Efficace il nostro attacco, come testimonia il buon numero delle mete da noi realizzate, quasi tutte frutto di azioni sviluppate su più fasi. Siamo stati bravi anche a ‘nascondere’ problemi legati a pesanti assenze per infortunio (a lungo out Rocco Del Bono, ndr). Possiamo sicuramente far qualcosa di più e diventare più pratici, anche in difesa. Il nostro percorso ‘Livorno Rugby ai Livornesi’ è ben delineato e condiviso ed è solo all’inizio”.
Il Parabiago ha, con merito, ottenuto la promozione in A élite. Nella serie A1 2026/27, non saranno al via squadre retrocesse dal piano di sopra. Promosse, sul campo, dall’A2, i Cavalieri Prato/Sesto e il Parma. Ma, in generale, ci sono incertezze sulla effettiva composizione del girone di serie A1… “Sì, l’unica certezza è che in A1 saranno dodici le squadre al via. Le quattro partite in più non ci spaventano: la rosa si è allargata, anche con l’innesto definitivo dei classe 2007, saliti dall’under 18 (tali elementi si sono divisi, nell’ultimo campionato, tra campionato di A1 e campionato giovanile, ndr). Spendo due parole in particolare per un ragazzo del 2007, il flanker Lorenzo Caratori Tontini, che, grazie ad una straordinaria volontà, sta sempre più meritando le attenzioni dei tecnici federali. Nella nostra prima squadra, nella prossima annata, saranno chiamati in causa persino due ragazzi del 2009, Romeo Celi e Giulio Lenzi: qualcosa di più di semplici giovani promesse. Aggiungo anche che mentre altri sodalizi, alle prese con problemi vari, ad ora non sanno quale campionato andranno ad affrontare, noi abbiamo già pianificato il lavoro e programmato anche il ritiro che effettueremo ad agosto. La società è consapevole di quale siano i passi da compiere e sa perfettamente quali sono i sacrifici da affrontare, per la nostra crescita. Il tutto in modo sostenibile, senza ricorrere a spese folli, nè cercare stranieri o giocatori da fuori, ma dando sempre più spazio ai giovani giocatori provenienti dal nostro straordinario vivaio”.
Il tutto in una direzione di un rugby nel quale i ‘giocatori ibridi’ avranno sempre più rilevanza. “L’importante – replica Guidi – è poter contare su giocatori di qualità. Nell’ultima annata, sono stati utilissimi, per la nostra causa, tra gli altri, due elementi della ‘vecchia guardia’, Edoardo Mannelli e Jacopo Tomaselli, atleti impiegati in ruoli per loro inusuali. Mannelli dalla mischia, dal ruolo di terza linea, è stato spostato sui trequarti, come numero dodici: preziose, al centro del campo, le sue verticalizzazione e prezioso il suo lavoro in difesa, anche in azioni condotte dagli avversari in prima fase. Tomaselli, il nostro vicecapitano, fino alla stagione precedente schierato mediano, ha giocato nell’ultimo campionato quasi sempre all’apertura, consentendo così al talentuoso numero nove Edoardo D’Ammando, come numero nove, di maturare. Giocatori come Mannelli, Tomaselli e come altri della ‘vecchia guardia’ stanno agevolando i giovani e giovanissimi nella loro crescita. Un lavoro, il loro, molto importante, dentro e fuori il rettangolo di gioco, durante le partite e naturalmente durante le sedute”.
La stagione 2025/26 ha regalato straordinarie soddisfazioni a tutto l’ambiente, e non solo alla prima squadra. “Sì, ma i risultati non giungono mai per caso. Eccellenti le sfilze di vittorie, con le quali la nostra squadra cadetta si è assicurata la prima piazza nel campionato tosco-umbro di serie C, con le quali la nostra under 18 ha ottenuto la terza piazza nazionale e con le quali la nostra under 16 ha ottenuto il secondo posto tricolore. Ma il nostro intento è di non accontentarci e proseguire, con tutte le nostre rappresentative, su questa strada. Livorno Rugby ai livornesi”.


