Elba, quasi 2mila firme per i traghetti pubblici: la battaglia politica torna sui collegamenti marittimi

A Portoferraio nuova raccolta di sottoscrizioni promossa da Rifondazione Comunista. Prima dell’iniziativa di sabato erano circa 1.900 le adesioni alla petizione che chiede il ritorno di un servizio pubblico per i collegamenti dell’isola

PORTOFERRAIO – Quasi duemila firme per riportare al centro della politica elbana una delle questioni più sentite da chi vive sull’isola: i collegamenti marittimi.

Sabato (12 settembre), al Molo Elba in Calata a Portoferraio, il Circolo Isola d’Elba di Rifondazione Comunista è tornato tra i cittadini per raccogliere adesioni alla petizione che chiede il ripristino di un servizio pubblico nei trasporti marittimi.
Prima dell’ultima giornata di raccolta, secondo quanto comunicato dagli organizzatori, le firme avevano già raggiunto quota 1900 circa.
Un numero significativo per una realtà delle dimensioni dell’Elba e che riporta il tema dei traghetti dal terreno delle singole proteste a quello del confronto politico.

La richiesta: riportare il pubblico nei collegamenti

La posizione di Rifondazione è netta: secondo il partito, la situazione dei trasporti marittimi dell’isola sarebbe progressivamente peggiorata e sarebbe necessario tornare a una presenza pubblica nel servizio.
È una richiesta politica che intercetta un problema più ampio.

Per un territorio insulare il traghetto non rappresenta infatti soltanto uno strumento legato al turismo. Per chi vive all’Elba tutto l’anno significa poter raggiungere il continente per lavoro, studio, cure mediche e necessità familiari.

Tariffe, frequenza delle corse, continuità del servizio e qualità dei collegamenti finiscono quindi inevitabilmente per incidere sulla vita quotidiana dei residenti e sulla competitività delle imprese.

I trasporti tornano al centro della politica elbana

Il tema della continuità territoriale sta assumendo nelle ultime settimane un peso crescente nel confronto politico sull’isola.

Da schieramenti differenti sono arrivate proposte che riguardano il futuro dell’Elba: dall’estensione degli strumenti economici previsti per le aree svantaggiate fino alla richiesta di maggiori risorse per le isole minori e al rafforzamento dei servizi essenziali.

La petizione sui traghetti aggiunge adesso un elemento concreto: le firme dei cittadini.

Il dato delle circa 1.900 sottoscrizioni, che dovrà essere aggiornato dopo le nuove giornate di raccolta, indica comunque l’esistenza di una parte della popolazione che chiede un cambiamento nell’attuale organizzazione dei collegamenti.

Una questione che supera gli schieramenti

La partita politica potrebbe però andare oltre Rifondazione Comunista.
Il vero interrogativo sarà capire se la richiesta di un maggiore intervento pubblico sui collegamenti riuscirà a raccogliere consenso anche tra altre forze politiche, amministratori locali e categorie economiche dell’isola.

Per l’Elba la mobilità marittima è infatti strettamente collegata ad altre questioni: spopolamento, sanità, lavoro, turismo e capacità delle aziende locali di competere con quelle del continente. Ed è proprio per questo che il tema dei traghetti difficilmente può essere confinato a una battaglia di partito. La raccolta proseguirà anche venerdì 18 settembre, quando Rifondazione Comunista ha annunciato un nuovo banchetto al mercatino di Portoferraio.

A quel punto sarà possibile capire se le circa 1900 firme raccolte finora rappresentino un primo risultato oppure l’inizio di una mobilitazione più ampia sulla continuità territoriale dell’Isola d’Elba.

© Riproduzione riservata

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