LIVORNO – Caldo nelle scuole, Amadio e Perini (Fdi): “Subito una ricognizione degli istituti e un piano pluriennale di interventi”.
“Livorno è tra i territori con i risultati peggiori d’Italia per numero di edifici scolastici dotati di impianti di climatizzazione o ventilazione: appena il 4,8 per cento delle scuole della provincia, a fronte di una media nazionale del 7,42 per cento. In Toscana il risultato migliore è quello della provincia di Pisa, con il 9,4 per cento. È quanto emerge dai dati del Ministero dell’istruzione e del merito e dal rapporto di Cittadinanzattiva sulla sicurezza delle scuole”. A rivelarlo è Fratelli d’Italia, con i suoi consiglieri Perini e Amadio.
“Il dato del capoluogo è ancora più impietoso – spiegano – su 81 edifici scolastici censiti nel Comune di Livorno, nessuno risulta ufficialmente dichiarato come dotato di climatizzazione o ventilazione. Livorno si colloca così all’ultimo posto ex aequo insieme, tra gli altri, ad Avellino, Campobasso, Cosenza, Crotone e Foggia. Climatizzare le aule e adeguare gli edifici scolastici all’aumento delle temperature non è più un intervento rinviabile”.
Fratelli d’Italia, con i suoi esponenti Alessandro Perini e Marcella Amadio, ha presentato due mozioni, rispettivamente in Comune e in Provincia, per chiedere la predisposizione di un piano pluriennale di climatizzazione delle scuole.
“Il governo, attraverso il ministero dell’istruzione e del merito, ha già stanziato 20 milioni di euro per il raffrescamento e il miglioramento del comfort microclimatico degli ambienti didattici – dicono – Un importante primo passo che deve essere inserito in un quadro di collaborazione tra istituzioni. Per questo gli enti proprietari degli edifici, Comune e Provincia, devono fare la propria parte, programmando gli interventi e individuando le risorse necessarie per le strutture che non saranno interessate dal finanziamento ministeriale”
Livorno è solamente settima tra le dieci province toscane, in una regione che, con il suo misero 6,1% di sedi scolastiche climatizzate o ventilate, non brilla affatto nel quadro nazionale: le regioni più virtuose risultano infatti le Marche, con oltre il 30% delle sedi attrezzate, seguite dalla Sardegna con il 16% e dal Veneto con l’11%.
“Il nostro piano – spiegano i consiglieri – ha obiettivi molto concreti: tutelare la salute degli studenti e del personale, migliorare la qualità del servizio educativo, garantire effettivamente il diritto all’educazione e sostenere le famiglie lavoratrici. Senza ambienti adeguatamente climatizzati, il caldo può rendere le aule invivibili e costringere gli enti a ridurre gli orari o persino a sospendere il servizio. Quando una scuola o un nido chiudono, infatti, uno dei genitori può essere obbligato a non andare al lavoro o a rinunciare a ore lavorative per restare a casa con i figli”
A Livorno è già successo nel giugno scorso: a causa delle temperature eccessive, il Comune ha ridotto di due ore l’apertura di tutti i nidi e delle scuole dell’infanzia comunali, anticipando l’uscita tra le 12 e le 13,30 e sospendendo il servizio di prolungamento orario. Una riduzione che ha creato pesanti difficoltà organizzative a centinaia di famiglie, in particolare a quelle nelle quali entrambi i genitori lavorano.
“Non possiamo permettere che questa situazione diventi la normalità e che ogni nuova ondata di calore venga affrontata riducendo il servizio e scaricandone le conseguenze sulle famiglie – dicono ancora – Climatizzare le scuole significa consentire ai bambini e agli studenti di frequentare ambienti sicuri e vivibili, al personale di lavorare in condizioni adeguate e ai genitori di non dover scegliere tra il lavoro e la cura dei figli”.
La mozione comunale interesserà i nidi, le scuole dell’infanzia, le primarie e le secondarie di primo grado, mentre quella provinciale riguarderà gli istituti superiori. I due atti chiedono una ricognizione delle condizioni di tutti gli edifici, la definizione di priorità trasparenti e la creazione di un piano pluriennale che preveda l’individuazione delle risorse e il cronoprogramma degli interventi.
“Non possiamo continuare a trattare le ondate di calore come eventi eccezionali – proseguono – Preso atto della particolare gravità della situazione livornese, occorre accelerare subito e arrivare preparati alle prossime estati. Climatizzare le scuole significa difendere il diritto allo studio, la salute e la continuità di un servizio essenziale”.


