Crisi idrica, Piombino Domani: “Dall’assemblea pubblica nessuna risposta ai cittadini”

Il gruppo di opposizione contro Comune e Asa: "Si porti avanti il contratto di fiume Cornia invece di un secondo dissalatore"

PIOMBINO – L’assemblea pubblica sulla crisi idrica tenutasi al Centro Giovani non convince e riaccende lo scontro politico sulle soluzioni da mettere in campo per garantire l’approvvigionamento a cittadini e famiglie. A muovere una dura e circostanziata critica all’operato dell’amministrazione e dei vertici di Asa è il gruppo consiliare di opposizione Piombino Domani, che boccia gli esiti dell’incontro e contesta l’ipotesi di realizzare un secondo impianto di dissalazione nell’area.

“Mercoledì pomeriggio al Centro Giovani si è tenuta l’assemblea pubblica sulla crisi idrica, con la partecipazione dei dirigenti e dei tecnici di Asa, del sindaco e di tutta la giunta. A differenza di quanto si legge nel comunicato del sindaco pubblicato questa mattina, ai cittadini che da mesi soffrono un disagio enorme non sono state date risposte – esordisce la nota di Piombino Domani – Di fronte a una situazione che vede intere famiglie, in particolare a piazza della Costituzione, senza acqua o con pressione ridotta ai piani alti, non è stato chiarito quali investimenti seri sulla rete idrica si intendano mettere in campo. Il problema non si risolve tamponando con l’acquisto di pompe e autoclavi: si tratta di garantire un approvvigionamento adeguato e strutturale”.

L’opposizione evidenzia anche alcune discrasie emerse durante il confronto tecnico con la cittadinanza: “Nel corso della serata sono inoltre emerse ricostruzioni contraddittorie sui consumi: da una parte si è sostenuto che i consumi sono generalmente diminuiti, dall’altra che non si era mai registrato un consumo come quello di quest’estate. Troppe cose non tornano, e i cittadini meritano chiarezza, non versioni che si contraddicono a seconda di chi le racconta”.

Il punto centrale dell’attacco riguarda la strategia infrastrutturale proposta dal gestore del servizio idrico. “Asa ha illustrato un’ampia serie di interventi, tra cui alcuni particolarmente costosi e ad alto impatto ambientale, come un secondo dissalatore, impianto energivoro e ad alto impatto ambientale che riteniamo devastante per un territorio ambientalmente delicato e fragile. Invece di insistere su progetti di questo tipo, che mettono a repentaglio l’equilibrio ambientale dell’area e che richiedono investimenti paurosi (si parla di più di duecento milioni di euro), ci chiediamo perché non si porti avanti il contratto di fiume Cornia, già sottoscritto a suo tempo anche dal Comune di Piombino: uno strumento di gestione della risorsa idrica di bacino, partecipato e coerente con la tutela del territorio, che resta di fatto inutilizzato e che consente di dare risposte anche nel breve periodo”.

A sostegno dell’alternativa green, Piombino Domani ripercorre le tappe dello strumento di gestione della falda: “Il Contratto di fiume non è un’ipotesi astratta, ma un percorso già avviato sul nostro territorio. Nasce dal progetto Life Rewat, partito il 15 settembre 2015 dopo il finanziamento europeo ottenuto nel 2014 nell’ambito dei progetti Life, sollecitato dai territori e dalla volontà di salvaguardare una risorsa preziosa per tutta la Val di Cornia. Il progetto, coordinato dal Consorzio di Bonifica 5 Toscana Costa, ha messo in campo azioni dimostrative per la gestione sostenibile delle risorse idriche. Nel 2024 un finanziamento dedicato ha permesso di avviare la riqualificazione del corso del Cornia, con un aumento dell’infiltrazione naturale delle acque che ha portato oltre 1,2 miliono di metri cubi d’acqua in più l’anno nella falda. Un risultato concreto, ottenuto con una logica opposta a quella della grande opera”.

“Il Contratto di fiume sta ora ripartendo con un nuovo piano d’azione, ed è necessario che Asa vi partecipi in modo effettivo, senza continuare a pensare a interventi dal grande impatto come il dissalatore in Val di Cornia i cui finanziamenti dovrebbero invece essere dirottati sulle priorità essenziali: interventi sulla rete idrica contro dispersione e perdite, per risolvere i problemi emersi in modo evidente nei mesi estivi non solo a Piombino ma anche a San Vincenzo. Su questo la politica ha il dovere di dare il proprio contributo”, incalza il gruppo di minoranza.

L’appello finale punta a impegnare direttamente il primo cittadino e la sua squadra di governo: “Chiediamo che il Comune di Piombino indichi con chiarezza le proprie priorità: se davvero intende tutelare i cittadini e il territorio, deve dire con quali strumenti — a partire dal Contratto di fiume — e con quali tempi”.

© Riproduzione riservata

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