Rigassificatore, rifiuti, acqua e siderurgia: il Comitato Salute Pubblica Piombino e Val di Cornia chiede trasparenza

Lettera aperta alla giunta cui si chiede chiarezza negli intenti e la convocazione di due consigli comunali aperti su gas e discariche

PIOMBINO – Un dettagliato affondo sulle principali questioni ambientali, industriali e gestionali che gravano su Piombino e sulla Val di Cornia. È quanto contenuto nella nota e nella lettera aperta inviate dal Comitato Salute Pubblica Piombino e Val di Cornia alle istituzioni cittadine e alla stampa, con cui si traccia un bilancio critico sulle scelte dell’amministrazione comunale e si chiede una svolta in termini di trasparenza, partecipazione e tutela del territorio.

Al centro dell’intervento c’è in primo luogo la vicenda della nave rigassificatrice Snam. Il Comitato richiama l’attenzione sulla procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via) avviata al ministero dell’ambiente, le cui consultazioni pubbliche scadranno il 10 ottobre, temendo che l’istanza apra la strada a una permanenza prolungata del terminale del gas in città. Da qui l’appello diretto alla giunta affinché presenti ufficialmente osservazioni contrarie, impugni gli eventuali atti favorevoli e convochi un consiglio comunale dedicato per illustrare la linea che intende tenere nelle sedi conferenziali.

Forte preoccupazione viene espressa anche per le politiche sui rifiuti. Nel mirino finisce l’accordo stipulato per le discariche di Ischia di Crociano, giudicato penalizzante poiché consentirebbe l’arrivo di ulteriori 350mila metri cubi di rifiuti anziché avviare il previsto recupero a verde pubblico e i carotaggi d’indagine mai eseguiti. Contestualmente, il comitato esprime contrarietà al progetto del dissociatore pirolitico molecolare della società Get Energy nell’area Pip di Montegemoli, contestando la vendita del terreno da parte del Comune e chiedendo un consiglio comunale aperto per informare la cittadinanza su un impianto destinato a trattare oltre 17mila tonnellate annue di plastica e vetroresina.

La nota tocca poi la gestione della risorsa idrica e i progetti siderurgici. Di fronte alle recenti criticità sulla rete, il comitato boccia l’ipotesi di grandi impianti di dissalazione – compresi quelli legati al nuovo progetto della acciaieria elettrica Metinvest – per via dell’impatto ecologico dello smaltimento della salamoia, chiedendo invece di abbattere le perdite della condotta (oltre il 40 per cento), attuare le azioni del contratto di fiume e riportare il servizio sotto il totale controllo pubblico. Sulla nuova acciaieria da 2,3 milioni di tonnellate annue, si sollecita infine una seria valutazione degli impatti sanitari e ambientali per evitare di consegnare nuovamente il futuro della città a logiche multinazionali.

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